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«Di nuovo i ladri in casa, ora basta»
Cinzia Carpita
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Ruggero De Cesari con il volantino dell’assemblea e il sopralluogo dell’Arma alla sua casaLi aveva messi in fuga sette giorni fa. «Questa è una vendetta»
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FOSDIVONO. Fosdinovo nella morsa dei ladri. Si moltiplicano i casi di abitazioni prese di mira. Cresce la paura degli abitanti e la rabbia. Nel giro di una settimana sono tornati nella casa di Ruggero De Cesari, l'ex cavatore di 67 anni che lunedì aveva messo in fuga due tipi vestiti come Diabolik. Inseguiti due malviventi. Solo per un pelo i carabinieri, sabato sera attorno alle 20,30 non sono riusciti a bloccare due individui in fuga che avevano tentato un furto in una abitazione. Sulla collina, in una casa era scattato l'allarme, e dei cani avevano cominciato ad abbaiare. Sono stati chiamati i carabinieri, che arrivati velocemente sul posto hanno visto due uomini che scappavano, ed è cominciato l'inseguimento, finché i due si sono gettati in un pericoloso dirupo rischiando la vita pur di non essere presi. Sono scomparsi alla vista, ingoiati dalla vegetazione e dal buio. Ma gli episodi che hanno reso la situzione esplosiva nel giro di 24 ore, sono stati più d'uno. In un'altra casa, sempre nella giornata di sabato, un furto di ori e di un'auto, poi ritrovata. E un tentativo di furto in un'altra abitazione. Ma ecco la sequenza criminale e le reazioni della popolazione. Secondo furto in una settimana. Il tam-tam fra la gente a Fosdinovo è stato immediato ieri mattina: «Come? Sono stati ancora da lui?», chiedeva incredula la gente rallentando in auto davanti alla casa in pietra di Ruggero De Cesari e della Moglie Giorgetta, dove già nella notte c'erano stati i carabinieri di Bedizzano, da lui chiamati, e dove ieri mattina sono arrivati i militari del Radiomobile della Compagnia di Carrara e poi anche il comandante della Compagnia, Giuseppe Castrucci. Dopo le 10 già mezza Fosdinovo sapeva cosa era accaduto. E un capannello si è formato davanti all'abitazione di via Pilastri 3. «E' stata una vendetta». Ruggero De Cesari è arrabbiatissimo. «Ero andato con mia moglie da amici. Eravamo usciti verso le 18, portando con noi il nostro cane. Siamo rientrati verso mezzanotte, sono entrato in sala e ho subito visto due cassetti del mobile semiaperti. Mia mogli è precisissima, lascia tutto a posto. La mia mente fa "vooom", le dico: ci risiamo. La nostra camera era tutta sottosopra. Cassetti aperti. Hanno preso due ciondoli in argento, dei gemelli da uomo». I due coniugi dicono che altri gioielli non sono stati rubati, né altri oggetti più grandi che potevano fare gola, a parte due vasetti al piano di sopra. «Sono entrati forzando la finestre del bagno a piano terra. E pensare che avevo preso le misure per farci un'inferriata, non ho fatto in tempo a metterla. I ladri sono arrivati prima». Vetri intatti, stipiti danneggiati. L'incursione è stata completa, in tutta la casa. Il signor Ruggero, che ha chiamato subito i carabinieri per una verifica nottura, ieri mattina ha scoperto tracce di impronte di scarpe su un tettuccio in vetro poco sotto una piccola finestra del piano superiore, forzata anche quella. Da lì i ladri sono saliti, e hanno rovistato nelle camere. «Prima di uscire avevamo lasciato aperti gli scuri delle finestre al primo piano. Li abbiamo trovati chiusi». Evidentemente i ladri lo hanno fatto per poter accendere la luce nelle stanze e non destare sospetti dall'esterno. Più danni che furto. «Lunedì scorso li ho messi in fuga - dice De Cesari - e penso che questa volta, o sono stati disturbati e sono fuggiti, oppure si sono vendicati perché l'altra volta ho reagito». Mostra da dove sono scappati: una finestra a piano terra. E poi, via, un salto dal muretto di cinta. «Non posso accettare tutto questo. Il non poter andare a cena fuori, per il rischio di ritrovarmi la casa visitata dai ladri». Il tentato furto. I malviventi non si sono accontentati. Nella casa dall'altra parte della strada, abita Alessandra Poli col marito e la figlia. «Hanno tentato di entrare» racconta la donna. Hanno piegato la rete dell'uliveto dietro l'abitazione e si sono arrampicati su una su una pianta di limoni, rompendo un piccolo ramo. «Hanno puntato le scarpe sul muro, vedete qua?, forse per arrivare al sistema di allarme». Attaccato più in alto. O forse, visto che la famiglia era fuori casa, ma c'erano auto parcheggiate, i malviventi volevano sbirciare dentro. Alle 20,30 circa la famiglia è rincasata, scoprendo tracce dell'incursione, solo esterna. «Un mesetto fa - continua la donna - ho trovato sangue sul marciapiede del giardino, forse si sono feriti entrando nella nostra proprietà. Un anno fa abbiamo subito un furto». «Non si può andare avanti così», commentano indispettiti i fosdinovesi che scendono in auto dalla collina e si fermano vedendo le vetture di servizio dei carabinieri che stanno facendo le indagini. Controlli raddoppiati. «Abbiamo intensificato i servizi di prevenzione sul territorio - dice il comandante Castrucci - con doppie pattuglie, in particolare nella giurisdizione di Fosdinovo. Stiamo lavorando per dare sicurezza a tutti, e invitiamo i cittadini, appena hanno qualche sospetto, o vedono qualcosa di strano, a chiamarci subito. Le segnalazioni sono importantissime».
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