Il presidio
«Al mercato coperto il Comune ha speso già troppi soldi»
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MASSA. Il partito democratico - o meglio il circolo Centro città e il consigliere comunale Gabriele Carioli - tirano le orecchie all'amministrazione. E, in particolare, al vicesindaco Martina Nardi. E nel mirino ci sono i lavori all'ex mercato coperto: intervento di grande valore urbanistico - questo il messaggio dei democratici - ma mal gestito. Il Pd focalizza l'attenzione sul project-finacing: «Perchè il Comune lo propone soltanto adesso? L'idea era già emersa ai tempi del "Pucci bis", inserita nel piano triennale delle opere e mai realizzata (con grave colpa di chi ha amministrato!), ma oggi - propone il consigliere - si potrebbe ampliare il discorso anche ad altri strumenti che la finanza mette a disposizione delle amministrazioni».
Perchè - e questo è il punto di partenza nella riflessione del Pd - «gli enti locali, comunali e provinciali, sono stretti in una morsa fra contrazione di trasferimenti da parte del governo ed obblighi finanziari stringenti finalizzati al mantenimento del patto di stabilità». Insomma, hanno le mani legate quando si tratta di spendere. «Le amministrazioni locali si trovano a rinunciare - Cairoli esplica il concetto - all'erogazione di servizi o procedere all'aumento delle tariffe, impedendo, comunque, la realizzazione di opere strutturali e di manutenzione ordinaria del territorio. L'intervento nella zona dell'ex mercato coperto è certamente un'opera di indubbio significato urbanistico, la cui realizzazione potrà dare un reale contributo allo sviluppo del centro cittadino. Una scelta - commenta - che certamente è da condividere e da valorizzare, ma da criticare severamente per le modalità di progettazione e per la mancanza di confronto con la città.
Una nota, questa - ecco la critica più forte - che ha segnato negativamente tutta l'azione amministrativa dell'assessore Nardi. Perché far pesare sul bilancio del Comune (anche se finanziata in parte dalla Regione) - tira le conlusioni - l'importo cospicuo destinato all'opera, impedendo così a Palazzo civico di stanziare quelle stesse cifre per interventi altrettanto importanti - anzi sicuramente di più - e certamente di maggiore urgenza per la sicurezza del territorio? Una scelta, questa, che francamente non abbiamo capito, né al momento della presentazione del progetto, né ora, alla definizione dell'iter approvativo.
Perché, invece di ripiegare adesso sul coinvolgimento dei privati per la realizzazione di una parte dell'opera, non è stato mandato lo stesso messaggio al momento della partenza del progetto, come noi abbiamo sempre sostenuto?». Tradotto: il Comune una spesa così importante non può accollarsela, meglio che quei soldi li usi per i servizi. Perchè, allora, non pensare ai privati fin dal primo giorno? «Avremmo fatto risparmiare ai nostri contribuenti i soldi della progettazione - concludono Carioli e il Pd del centro città - accorciato i tempi biblici ed avremmo già risanato un punto nevralgico e degradato della città con la realizzazione di un bel complesso. Il tutto, ovviamente, in breve tempo e col massimo risparmio del Comune. Che significa, di conseguenza, dei cittadini».
Perchè - e questo è il punto di partenza nella riflessione del Pd - «gli enti locali, comunali e provinciali, sono stretti in una morsa fra contrazione di trasferimenti da parte del governo ed obblighi finanziari stringenti finalizzati al mantenimento del patto di stabilità». Insomma, hanno le mani legate quando si tratta di spendere. «Le amministrazioni locali si trovano a rinunciare - Cairoli esplica il concetto - all'erogazione di servizi o procedere all'aumento delle tariffe, impedendo, comunque, la realizzazione di opere strutturali e di manutenzione ordinaria del territorio. L'intervento nella zona dell'ex mercato coperto è certamente un'opera di indubbio significato urbanistico, la cui realizzazione potrà dare un reale contributo allo sviluppo del centro cittadino. Una scelta - commenta - che certamente è da condividere e da valorizzare, ma da criticare severamente per le modalità di progettazione e per la mancanza di confronto con la città.
Una nota, questa - ecco la critica più forte - che ha segnato negativamente tutta l'azione amministrativa dell'assessore Nardi. Perché far pesare sul bilancio del Comune (anche se finanziata in parte dalla Regione) - tira le conlusioni - l'importo cospicuo destinato all'opera, impedendo così a Palazzo civico di stanziare quelle stesse cifre per interventi altrettanto importanti - anzi sicuramente di più - e certamente di maggiore urgenza per la sicurezza del territorio? Una scelta, questa, che francamente non abbiamo capito, né al momento della presentazione del progetto, né ora, alla definizione dell'iter approvativo.
Perché, invece di ripiegare adesso sul coinvolgimento dei privati per la realizzazione di una parte dell'opera, non è stato mandato lo stesso messaggio al momento della partenza del progetto, come noi abbiamo sempre sostenuto?». Tradotto: il Comune una spesa così importante non può accollarsela, meglio che quei soldi li usi per i servizi. Perchè, allora, non pensare ai privati fin dal primo giorno? «Avremmo fatto risparmiare ai nostri contribuenti i soldi della progettazione - concludono Carioli e il Pd del centro città - accorciato i tempi biblici ed avremmo già risanato un punto nevralgico e degradato della città con la realizzazione di un bel complesso. Il tutto, ovviamente, in breve tempo e col massimo risparmio del Comune. Che significa, di conseguenza, dei cittadini».
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