«Così ho messo in fuga i due banditi»
Alessandra Vivoli
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Ruggero De Cesari e la moglie Giorgetta mimano i gesti dei due banditi e, sotto, la grinta di Ruggero Ruggero, l'ex cavatore coraggioso: non sopporto le sopraffazioni, ho agito d'istinto
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FOSDINOVO. «Sono stati cinque minuti di inferno. Io e mia moglie eravamo circondati da due uomini, vestiti come Diabolik, che ci minacciavano. Ero in ciabatte, impensabile provare a scappare: mi ha salvato l'istinto. Io sono uno che le sopraffazioni non le sopporta. Quei due hanno sbagliato a venire in casa mia». Comincia così il racconto di Ruggero De Cesari, l'ex cavatore di 67 anni che ha messo in fuga i banditi che volevano rapinarlo. Ci viene ad aprire il cancello della sua villetta, Ruggero De Cesari. È un uomo dal fisico atletico, sulle spalle e nelle mani gli anni del lavoro in cava, a Colonnata, per la ditta Guadagni. Ruggero è di Carrara e ha sempre abitato in città, nella zona del mercato coperto, fino al 2001 quando si è trasferito in questo angolo di paradiso: la sua casa di sassi con le persiane gialle e azzurre è in mezzo agli ulivi, con un panorama mozzafiato. «Da qui - sostiene - nelle belle giornate si vedono le Cinque Terre». Ruggero e la moglie Giorgetta, che a dicembre compirà 73 anni, e che in passato lavorava anche lei alle cave, come venditrice di souvenir di marmo, qui hanno il loro orto, l'albero di cachi, la lavanda e tanti fiori. Varcato il cancello in un blocco di bianco una scritta eloquente: «Via dalla pazza folla». Ruggero ama questa casa, e ammette di non avere nostalgia per Carrara. Quello che gli è successo lunedì sera gli ha lasciato un segno ma non ha alcuna intenzione di lasciare Fosdinovo, anzi. Il racconto choc: quei due uomini incappucciati erano nel nostro soggiorno, con il coltello e il piede di porco. Ruggero racconta quello che è successo. «Scrivetelo bene - dice - mia figlia abita in Conneticut, vi legge sul sito, così si tranquillizza». «Lunedì, poco prima delle otto, io è mia moglie eravano nel soggiorno a vetri che si affaccia sul portico. Stavamo finendo di cenare, guardando «L'eredità» di Carlo Conti. Abbiamo sentito il cane, la nostra Effi, abbaiare. Siccome tre anni, mentre stavamo dormendo, abbiamo avuto la visita dei ladri, sono uscito per andare a controllare: sono sceso in garage, ho percorso il giardino, ma non c'era nessuno. Mi sono rimesso davanti alla Tv, Giorgetta era in cucina a fare i piatti. A un certo punto ho visto passare un'ombra. Pensavo fosse il mio vicino di casa che venisse a ringraziarmi della copertina che gli abbiamo regalato, per il figlio appena nato. Credevo stesse facendomi uno scherzo: mi ha preso al collo da dietro, intimandomi di fare silenzio». «In quel momento - prosegue la testimonianza drammatica di Ruggero - mia moglie, rientrando dalla cucina. ha visto che dietro di me c'era un uomo vestito di nero, con una tuta attillata e il cappuccio. Dai suoi occhi ho capito che non era il mio vicino, che non era uno scherzo. Ha cominciato a urlare, nel frattempo era entrato un altro uomo in tuta nera, l'ha presa per la spalla cercando di trascinarla nella camera da letto vicino al soggiorno, più isolata rispetto alla strada». «Volevano i soldi, mi chiedevano della cassaforte, poche parole, pronunciate con un accento dell'Est - continua - Ho detto che non c'era nulla, ma ci stavano spingendo in camera. Io ero in ciabatte, non potevo muovermi bene e nemmeno pensare di scappare. E così, in un attimo, prima di varcare la soglia della stanza da letto mi sono afferrato allo stipite e ho colpito al fianco il bandito che mi spingeva minacciandomi con un coltello di 35 centimetri. Lui non si aspettava la reazione, quel pugno lo ha colto di sorpresa. Mi ha colpito al collo, ma io ho continuato a divincolarmi. A quel punto però si è intimorito, forse aveva paura che tutto quel trambusto richiamasse gente, e così ha intimato al compare: "via, via". Sono usciti di corsa, li ho visti fuggire dal fondo del giardino». Lo spavento della moglie: sembrava di essere in un incubo. Si è spaventata la signora Giorgetta Barontini. Il marito le cinge le spalle e la chiama: «la mia stellina». Un bel momento di tenerezza fra chi ha vissuto, insieme, davvero una terribile esperienza. «Erano tutti neri, gli si vedevano solo gli occhi, e poi con quel piede di porco e il coltello in mano - racconta - Sì, ho avuto paura, ma credo anche che siamo stati fortunati. Tanto fortunati». Ruggero: sono un combattente, hanno sbagliato davvero a venire in casa mia. È uno avvezzo al duro lavoro Ruggero. E alle battaglie civili. Quando faceva il cavatore è stato fra i primi a battersi contro la discarica a Colonnata, battaglia vinta. Da Fosdinovo ha messo in piedi il comitato contro il passaggio dei bisonti del marmo da quelle strade di campagna: e i tir sono stati fermati. Adesso è pronto a rimettersi in prima linea, per l'emergenza sicurezza in quella zona di Fosdinovo dove, negli ultimi mesi c'è stata una vera e propria escalation dei furti nelle ville. «Ho già sentito il sindaco Dadà - annuncia Ruggero - per prima cosa farò un volantinaggio qui nelle case, per chiamare tutti a una grande riunione pubblica, con le forze dell'ordine e l'amministrazione, per decidere cosa fare. Perchè nessuno ha diritto di venire qui a spaventarci». E infine Ruggero, con la sua fibra d'acciaio, si commuove. Quando ringrazia i carabinieri: «Sono stati incredibili, non mi hanno fatto sentire solo in un momento tanto difficile».
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