Il Tirreno

Catena umana e fiaccolata per ricordare la catastrofe

Gianluca Uberti

Venerdì alle 18 la manifestazione organizzata dall'associazione «Per la rinascita di Aulla»

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 AULLA. In marcia per non dimenticare. Venerdì 25 novembre sarà trascorso un mese dalla catastrofe di acqua e fango che ha inghiottito due vite umane e Aulla si prepara a scendere in piazza.  «Una catastrofe che resterà scolpita nella memoria collettiva della nostra comunità per anni» commenta il presidente dell'associazione "Per la rinascita di Aulla e la Lunigiana", avvocato Roberto Valettini. Infatti, è su iniziativa della neonata associazione che i cittadini daranno vita a una fiaccolata, con tanto di catena umana per bloccare viale Lunigiana, via Resistenza e via Nazionale.  «Occorre non dimenticare. È per questo che è nata una questa associazione la cui spinta ad agire - prosegue Valettini - viene dalle centinaia di persone duramente colpite dal disastro che hanno perduto i propri cari, abitazioni, negozi, auto, ma non la dignità. Con loro e con tutta la comunità aullese, venerdì ci stringeremo in un abbraccio ideale e reale quando bloccheremo le tre strade principali della città per ricordare a tutti quanto è accaduto, affinché i riflettori non si spengano sulle sofferenze di un'intera comunità. E per illuminare un cammino di verità, ogni cittadino avrà una candela e dalle 18 la fiaccolata prenderà la forma di una catena umana il culmine sarà attorno alle 18,30 quando ci raccoglieremo in silenzio: lo stesso silenzio spettrale che avvolse Aulla il 25 ottobre scorso, un silenzio che era rotto soltanto dalle urla di chi cercava e non trovava i propri cari».  Un ricordo agghiacciante quello evocato da Valettini, poiché nei minuti immediatamente successivi all'onda di fango di martedì 25 ottobre, fra le 18,30 e le 19, il silenzio avvolgeva la città rimasta al buio e gli unici rumori che si sentivano erano le urla di coloro i quali chiamavano per nome parenti e amici, non vedendoli più accanto nella confusione creata dalla furia distruttrice del Magra.  «Di fronte a una tragedia del genere, pertanto, dobbiamo esigere chiarezza e trasparenza, cercare di capire le motivazioni di quanto accaduto, vigilare attentamente affinché non accada più e cooperare - conclude il presidente dell'associazione - per allargare le maglie del risarcimento danni». Ricordiamo che l'associazione ha avuto il suo battesimo pubblico domenica 13 novembre presso la sala parrocchiale dell'abbazia di San Caprasio, alla presenza di oltre trecento persone. A presentare le finalità dell'associazione era stato proprio Valettini, coadiuvato dal notaio Vertere Morichelli.

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