La lite sul lavoro finisce a coltellate
◗
Simone ScalzoTrentenne si accanisce con un punteruolo sul suo capo: denunciato
2 MINUTI DI LETTURA
MARINA. Lo ha colpito una ventina di volte con un punteruolo che dice di aver trovato in terra durante la lite. È finita nel sangue una discussione tra due colleghi. L'episodio è accaduto ieri davanti a un bar nei pressi di Villa Serena, a Marina di Massa. Il feritore è stato denunciato a piede libero per lesioni gravi, il ferito è finito all'ospedale. Ne avrà per quindici giorni. Protagonisti due uomini di origini campane, uno trentenne e l'altro cinquantenne. Tra di loro un rapporto di lavoro presso la stessa ditta, uno con mansioni di controllo sull'operato dell'altro. Proprio a causa di una divergenza di opinioni riguardante il lavoro è nata la lite. Ieri mattina i due si sono visti alle 6 in punto davanti a un locale nei pressi di Villa Serena. Non ci sono testimoni ma il racconto dei protagonisti coincide: prima hanno iniziato a discutere, forse per chiarire un episodio di qualche giorno fa. Ma dalle parole sono passati subito ai fatti, con spite e poi anche con schiaffi e pugni. Infine la zuffa vera e propria: i due contendenti si sono afferrati e sono fin iti in terra, dove hanno continuato a darsele di santa ragione. Tra l'altro a quell'ora le strade erano deserte e nessuno ha potuto tentare di dividerli. Una volta in terra il trentenne dice di aver trovato un punteruolo e di aver perso la testa, usandolo all'impazzata contro il cinquantenne. Questo aspetto è ancora da chiarire per gli uomini delle volanti, guidate da Simone Scalzo, perché è chiaro che se lo ha trovato non si tratta di un gesto premeditato. Ma il racconto in questo punto è piuttosto lacunoso e i due dovranno essere sentiti ancora per poter mettere i puntini sulle i di questa storia. Il cinquantenne è rimasto a terra in un lago di sangue, il trentenne è scappato in casa. È partito l'allarme. Lo stesso ferito ha avvisato i familiari che era stato aggredito, specificando anche da chi. Così alcuni suoi parenti hanno raggiunto l'abitazione del trentenne con l'intento di farsi giustizia da soli o per chiedere spiegazioni. L'aggressore però si è impaurito e ha chiamato la polizia. Agli agenti la situazione è parsa chiara fin dal loro arrivo. Hanno raccolto le testimonianze e poi sono andati all'ospedale per assincerarsi delle condizioni del cinquantenne. Una volta accertato che non era in pericolo di vita hanno portato il suo rivale in questura e lo hanno interrogato. Lui ha ammesso tutto, dicendo però che non era sua intenzione di usare il punteruolo. «L'ho fatto soltanto mper diferndermi, era troppo più forte di me».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
