Il Tirreno

L'Asl lascia a piedi i pazienti

Chiara Sillicani
<strong>VOLONTARIATO.</strong> Accanto un’ambulanza della Croce bianca A destra: Fabrizio Giromella della pubblica assistenza in una foto d’archivio
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VOLONTARIATO. Accanto un’ambulanza della Croce bianca A destra: Fabrizio Giromella della pubblica assistenza in una foto d’archivio

Tagli ai trasporti per i malati e anche all'assistenza psichiatrica

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MASSA. Non bastava il buco da 300milioni di euro che fa ancora sentire i suoi effetti sul bilancio dell'Asl. Ci si è messa anche la crisi e - conseguenza diretta - la riduzione dei trasferimenti dallo Stato. Risultato: all'azienda sanitaria non rimane che affidarsi alla forbice. Con un duplice effetto: riduzione dei servizi e, quindi, dei posti di lavoro. Prime ad accusare il colpo le associazioni e le coop. Effetti sul centro igiene mentale. Una bella sforbiciata è arrivata al sostegno psichiatrico, garantito dalle cooperative. Se, fino a poco tempo fa, le famiglie potevano contare sui referenti del centro igiene mentale, dal mattino alle 8 alle due del pomeriggio, adesso la disponibilità è ridotta marcatamente: soltanto due ore, dalle 9 alle 11.  Un disagio non da poco per chi fa i conti con patologie psichiatriche. Quelle ore in più erano utilizzate per favorire integrazione sociale e recupero del paziente. Meno servizi alle famiglie e, quindi, meno personale al lavoro. E i tagli non si fermano qui.   Il trasporto dei degenti. Una bella sforbiciata è arrivata nei trasporti. Chi non ce la fa ad andare in ospedale, perchè anziano o malato, contava, almeno così è stato fino a qualche mese fa, sulle associazioni, dalle Pubbliche assistenze alle Misericordie. Senza sborsare un centesimo. Quel servizio era a carico del sistema sanitario. Adesso la storia è cambiata. «Certo - ammette Simone Bianchi -, consigliere di amministrazione della Croce bianca - forse ci sono stati momenti i cui l'azienda ha dato tutto a tutti, adesso però siamo all'opposto. I criteri per aver diritto al servizio sono rigorosissimi». Per poter contare su una macchina che ti accompagni in ospedale devi essere costretto a letto o su una sedia a rotelle. Rigore massimo anche con i pazienti oncologici: l'Asl non li accompagna più, gratuitamente, fuori regione. Certo, possono contare sulle cure assicurate a Pisa, Firenze o Siena. Vero, però, che chi per anni si è curato in altri centri, difficilmente accetta l'idea di lasciare il professionista di fiducia, quello che, toscano o non, gli ha dato una speranza. Non rimane che sborsare di tasca propria. «Così - indica le conseguenze Fabrizio Giromella, presidente della pubblica assistenza cararrese - i cittadini vengono da noi a chiedere servizi. E che vuole che faccia? Io li concedo, ma siamo al collasso».  La Croce Bianca massese, per esemplificare, ha 100mila euro in meno dall'Asl, rispetto allo scorso anno, 300mila quella carrarese (vedi articolo accanto). Eppure quelle associazioni garantiscono uno dei servizi più importanti dell'Asl: quello dell'emergenza. Chiami il 118 e sono quelle associazioni ad essere attivate. «Le ambulanze e tutti i macchinari al loro interno - continua Simone Bianchi - sono nostri».   Assistenza domiciliare. E non è finita qui perchè se le associazioni garantiscono trasporto dei malati e interventi di emergenza, le coop sono in prima fila nella gestione dei servizi domiciliari. Ma anche quel settore fa i conti con i tagli. Chi ha un parente malato poteva contare sull'aiuto di un operatore per sei giorni a settimana. Ora giorni e ore sono stati ridotti. Tentenna anche la società della salute che in Lunigiana garantisce servizi socio-assistenziali. Mario Guastalli è il direttore: ammette che «fino ad ora, i servizi sono garantiti, ma le cose potrebbero cambiare». Meno soldi dall'Asl? «A rischio i centri diurni, l'assistenza domiciliare e psichiatrica». Insomma, l'Asl fa i conti e gli effetti si sentono. Su servizi e lavoratori.

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