Il Tirreno

«Vivere senza Diego è un'angoscia», ma del pirata ancora nessuna traccia

Il punto dove è stato investito e ucciso
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Il punto dove è stato investito e ucciso

Parla Sonia Bertolucci, la compagna dell’avvocato investito e ucciso da un Suv due mesi fa

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MASSA. «Purtoppo è un'angoscia sapere che Diego non c'è più e chi lo ha investito non è stato preso». Sonia Bertolucci è la compagna di Diego Prandina, l'avvocato spezzino investito e ucciso la sera del 15 settembre in via dei Mori. È una quarantenne forte Sonia, anche perché non può permettersi di essere debole per il suo bimbo: «Devo farmi forza per Giorgio, ha quattro mesi ed è senza padre. Ha bisogno di me, è così piccolo e indifeso». Poi un accenno alle indagini sul pirata della strada che le ha portato via l'uomo che amava: «Non so nulla, spero lo prendano il prima possibile questo è ovvio. Ma non so dire altro. Io e il mio bimbo vogliamo stare in pace, so che i carabinieri lo stanno cercando e li lascio lavorare».

Sonia ha lasciato la casa dove abitava con il suo compagno. Prandina è stato travolto proprio davanti al cancello della palazzina, era impossibile restare lì e fare finta di nulla: «L'ho trovato per terra senza vita. È un'immagine che non riesco a togliermi dalla mente e mai ci riuscirò». Per un periodo ha abitato con la madre, adesso ha preso una piccola casetta a Marina di Carrara. Lei e Giorgio passano giornate a coccolarsi e a farsi forza, visto che lei per il momento non può tornare a lavorare perché è mamma a tempo pieno. Del resto bisogna andare avanti, anche se è difficile: «In tanti mi hanno dimostrato solidarietà, dagli amici di Diego ai colleghi del tribunale. Non siamo mai soli io e il mio bimbo e questo mi dà tanta forza. Ringrazio questa gente che mi ha dimnostrato affetto».  

Le indagini.
Nonostante l'ottimismo iniziale degli inquirenti («il pirata ha le ore contate», aveva detto il procuratore capo Aldo Giubilaro), un paio di testimoni oculari e un filmato, le indagini sul pirata della strada che ha ucciso Prandina sono ferme al punto di partenza. Eppure proprio quel video aveva fatto pensare a una soluzione rapida del caso: le riprese, recuperate da un impianto di videosorveglianza di una gioielleria, mostrano un fuoristrada di colore scuro che sfreccia via. L'auto è stata immortalata anche da dietro e quindi l'obiettivo ha ripreso la targa. Ma la qualità è scarsa e non si vede praticamente nulla, giusto una macchia scura. E, nonostante gli sforzi che stanno facendo nei laboratori dei Ris a Roma, non si cava un ragno dal buco. Non solo è impossibile leggere lettere e numeri della targa, ma anche il modello esatto del fuoristrada non è possibile individuarlo senza ombra di dubbio.

In parole povere chi ha investito l'avvocato Prandina potrebbe farla franca.  L'indagine ha segnato il passo e lo ammettono gli stessi inquirenti. Ma è difficile da spiegare perché in sessanta giorni non è successo nulla. Anche perché è impossibile che il pirata della strada che ha travolto e ucciso l'avvocato spezzino sia sparito nel nulla. L'unico testimone che lo ha visto si è rimangiato in parte quanto aveva raccontato ai carabinieri: nel secondo interrogatorio non ha confermato di aver riconosciuto l'accento massese nello scambio verbale che ha avuto con l'uomo che era al volante del fuoristrada assassino. La frase che gli ha rivolto del resto è semplice: «Togliti di lì». Tanto semplice che aveva fatto nascere un dubbio agli investigatori: e se si tratta di uno straniero? L'idea che non fosse italiano derivava dal fatto che il Suv non si trovava da nessuna parte. Ma anche questa sembra una pista sbagliata.  

Gli indizi.
I carabinieri del fuoristrada sanno di che colore è e che tipo di pneumatici monta. Non conoscono invece, come avevano fatto intendere in precedenza, che modello è. E quindi non hanno prove schiaccianti per poter incolpare qualcuno. I Suv ormai sono un tipo di vettura che si trova facilmente in strada, ma è anche vero che a Massa o zone limitrofe non ne sono state immatricolate a centinaia. Da qui l'idea che sia una persona domiciliata in città e non residente resta sempre calda. Ma il sospetto è che dopo due mesi il proprietario si sia già sbarazzato di quel fuoristrada e quindi diventa quasi impossibile rintracciarlo. Servirebbe l'aiuto di qualcuno che lo conosce, ma di appelli come questo gli inquirenti ne hanno fatti parecchi e sono tutti caduti nel vuoto. L'unico testimone dell'incidente ha fornito un elemento che potrebbe pesare molto in caso di soluzione del giallo. Ha indicato la direzione verso cui è fuggito il pirata dopo aver ucciso Prandina: a destra e non a sinistra come fa chi taglia il semaforo delle Cinque vie percorrendo via dei Mori contromano. Per questo all'inizio si è pensato anche a un gesto volontario, ma col passare delle ore la sensazione che l'avvocato fosse stato ucciso di proposito è stata accantonata. La verità è che ci sono molte ipotesi, perfino troppe. E nessuna sembra portare al colpevole.

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