Il presidio
Consiglio spaccato sul punto nascita
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Enrico Petriccioli Pontremoli, quantificati i danni causati dall'alluvione
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PONTREMOLI. Movimentato il consiglio comunale convocato per discutere sui danni causati dall'alluvione. Verso la fine, quando doveve essere discusso il sesto punto all'ordine del giorno, ovvero quello che riguarda la riapertura del punto nascite in seguito del parto in ambulanza avvenuto lo scorso 1º novembre. Due posizioni distinte: mentre la maggioranza intendeva reiterare il documeto già spedito alla direzione sanitaria Usl, la minoranza avrebbe voluto che si fosse creato un tavolo di conceratazione con la presenza del presidente della Regione, Enrico Rossi, dell'assessore regionale alla salute, Daniela Scaramuccia e dell'attuale direttore Usl, Andrea Macuzzi. È passata solo la nota della maggioranza, dopo che Enrico Petriccioli, rifiutandosi di votare due ordini del giorno, con due differenti modalità d'azione, ha abbandonato la sala consiliare. Paolo Bissoli, capogruppo Pd, ha commentato: «Sono rammaricato, si è persa un occasione di confronto con le dirette parti in causa, un'occasione gettata la vento per riuscire a superare questa criticità». In precedenza il sindaco, Lucia Baracchini, aprendo il consiglio aveva detto: «Non trovo altro termine per definire quello che è avvenuto se non quello di catastrofe. Mentre Aulla ha avuto un disastro localizzato, noi lo abbiamo avuto diffuso su tutto il comprensorio. Nel giro di un'ora il peggioramento della perturbazione ha portato con sé frane che hanno distrutto la viabilità, e la mancanza di linee telefoniche non ha consentito di sapere le reali condizioni in cui versavano le zone montane colpite dall'alluvione. Siamo riusciti grazie al ponte radio del comando dei carabinieri a coordinare i primi soccorsi. Un altro disagio è stato costituito dalla non potabilità delle 37 sorgenti, a oggi sono potabili solamente quelle che hanno ricevuto il semaforo verde dopo le anlaisi effettuate». Sono stati poi presentati i dati di quest'alluvione, che avrebbe paragoni solo con quella del 1868: caduti oltre 110 mm in due ore, 376 mm nell'arco della giornata, 542 finali nelle due giornate di diluvio. Altro dato che fa capire l'eccezionalità, è il confronto con le precipitazioni annue sulla Città del libro, intorno ai 1700 mm: un sesto è precipitato in una sola giornata. Spaventosi sono pure i dati della portata del Magra nei due giorni di paura: sono stati trasportati 367 milioni di litri d'acqua, in una giornata normale l'alveo contiene un volume di soli 4 milioni di litri, che sono diventati 150 milioni durante il disastro. Per i tecnici anche se tutte le strutture fossero state al pieno della loro efficienza, non avrebbero reggere all'impatto. La stima dei danni non è stata ancora effettuata e al momento sono a disposizione degli amministratori 1,6 milioni di euro per i 27 cantieri aperti. Cr.B.
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