Il Tirreno

Allarme malattie infettive: più 37%

Claudio Figaia
Allarme malattie infettive: più 37%

In aumento soprattutto la tubercolosi. Ma è guerra di cifre tra Lega e Regione

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MASSA. Aumentano i casi di malattie infettive in provincia. E il territorio dell'Asl di Massa Carrara conquista un altro poco invidiabile primato in Toscana: se in Regione l'aumento sarebbe del 20% circa, nella provincia apuana l'incremento schizza al 37%.  Ma è già guerra dei numeri tra la Lega Nord, che ha diffuso questi dati - forniti dalla Regione stessa - e l'assessore regionale alla Salute Daniela Scaramuccia, che contesta la lettura di quegli stessi dati fatta dall'opposizione.  È il consigliere di Lega Nord nel consiglio toscano Gian Luca Lazzeri a lanciare l'allarme. Sulla base dei numeri forniti dall'assessore Scaramuccia a una sua interrogazione, Lazzeri dice: «Nell'Asl 1 di Massa Carrara l'aumento dellle malattie infettive è del 36,84%. Nel 2010 c'è stato un totale di 209 casi di malattie infettive, ma nella prima parte del 2011 ve ne sono già stati registrati ben 143». I problemi riguarderebbero soprattutto la salmonellosi non tifoidea, la scarlattina e la tubercolosi: «Nel primo semestre del 2011 - continua il consigliere leghista - abbiamo già ben 18 casi di salmonellosi non tifoidea, a fronte di 16 casi totali nell'anno 2010. Anche le più comuni malattie esantematiche infettive, sia virali che batteriche, sono in notevole aumento. Basti pensare che la scarlattina, che contava 58 casi nell'anno 2010, nel primo semestre 2011 ha già toccato quota 52. La tubercolosi presenta il caso più allarmante. Nel 2010 contava un totale di 17 casi, mentre nei primi sei mesi del 2011 ha già all'attivo 12 malati».  Per quanto riguarda l'intera Regione, Lazzeri dice: «I casi di malattie infettive registrati in tutto il 2010 furono 6733 mentre nel solo primo semestre 2011 sono già 3950. «Basta proiettare il dato al 31 dicembre 2011 per prevedere un incremento dei malati di circa il 20%. Circa il 10% del totale dei malati sono stranieri».  E Lega Nord punta il dito sulle presunte carenze nella politica di prevenzione: «La catena epidemiologica delle malattie infettive e diffusive può essere interrotta con la regolare e continua adozione di una serie di misure di prevenzione generali che dovrebbero essere utilizzate sia in ambienti di vita collettiva, come le comunità scolastiche, di lavoro e ricreative, sia in ambiente familiare. La tanto sbandierata prevenzione, però - prosegue - ha fatto un fiasco clamoroso proprio con quelle infezioni che sono facilmente contenibili anche solo con piccole attenzioni quotidiane. La questione fa riflettere. Qualcosa non ha funzionato, nonostante l'assessore Scaramuccia sbandieri tanto l'efficienza della sanità toscana».  La replica dell'assessore Scaramuccia non si fa però attendere: «La Lega ha utilizzato quei dati per alimentare un'irresponsabile politica del terrore. Facendo emergere una situazione drammatica che, però, non corrisponde alla realtà. Una lettura corretta dei dati mostra che in Toscana le malattie infettive per le quali viene fatta la vaccinazione sono state praticamente azzerate in 10 anni: pe ril morbillo si è passati da 1.113 casi nel 1997 a 78 casi; per la rosolia da 2095 a 5; per la parotite epidemica da 2450 a 41. La varicella è diminuita solo da 9244 a 3860 casi l'anno solo pechè la vaccinazione è partita nel 2008».  L'assessore Scaramuccia non entra, invece, nel dettaglio dei dati relativi alla provincia di Massa Carrara. Non risponde, riservandosi di esaminare meglio la questione, neanche la direzione Asl 1. Ma da fonti ufficiose si apprende che, secondo quanto risulta all'Asl, in quei dati siano stati comprese anche malattie collegabili all'igiene degli alimenti (come le salmonellosi). E che, soprattutto, a contribuire all'aumento delle infezioni abbia contribuito statisticamente la presenza al centro Cri della comunità di giovani profughi provenienti dal Nord Africa.

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