Il Tirreno

Centro prelievi al collasso, al via i lavori

<b>IN ATTESA.</b> Cittadini in coda al centro prenotazioni al distretto di via Bassa Tambura
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IN ATTESA. Cittadini in coda al centro prenotazioni al distretto di via Bassa Tambura

Oltre 300mila euro per trasferirlo dal seminterrato al piano terra

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 MASSA. Se alle sette e mezza del mattino capiti al distretto sanitario di via Bassa Tambura, meglio non scendere al piano seminterrato. E se proprio non puoi farne a meno perchè alle analisi non rinunci - questione di salute - beh, allora non ti resta che preparati ad un'avventura. Scendi qualche gradino e finisci in un vero e proprio scantinato, un paio di stanze che di sanitario hanno davvero poco.  Una soluzione che avrebbe dovuto essere provvisoria e che - almeno agli occhi degli utenti - è invece triste realtà. Adesso, però, è ufficiale: partono i lavori. Non un proclama di intenti, perchè la gara è stata fatta, manca solo la consegna del cantiere alle ditte. Una settimana circa e gli operai arriveranno al distretto.  Del resto il direttore generale Maria Teresa De Lauretis lo ha ammesso più volte: il centro prelievi è una priorità. Non solo, la direttrice ha spiegato, un paio di mesi fa, che «esaurito l'appalto e superati tempi e spesa previsti nel capitolato, non rimaneva che bandire una nuova gara».  Così è stato fatto e presto i massesi potranno contare su un nuovo centro prelievi, al piano terra del distretto, dove, fino ad un anno fa circa, era ospitato il Cup. Anche Monica Guglelmi, responsabile assistenza territoriale, assicura che i tempi sono stretti: un investimento da 300mila euro che vedrà anche la realizzazione di un nuovo ambulatorio per le vaccinazioni e uno spazio dedicato agli operatori dell'assistenza domiciliare.  Ma la vera novità potrebbe arrivare con il Pal (il piano attuativo locale), lo strumento che disegna l'identità e il futuro della sanità apuana. Il Comune e Franca Leonardi, assessore alla salute, pensano, infatti, ad un centro prelievi diffuso. Abiti in un paesino della montagna? Bene, puoi contare su un ambulatorio in cui un'infermiera fa prelievi e riconsegna i referti. Un meccanismo semplice che richiederebbe solo la disponibilità di spazi. Non è escluso, a questo scopo, che nel progetto siano coinvolti anche i medici di base.  I loro ambulatori potrebbero, quindi, aprire le porte e diventare piccoli presidi sul territorio, dal mare alla montagna. Un'idea che potrà trovare risposte e concretezza solo in sede di Conferenza dei sindaci. È lì, infatti, che si disegna la sanità che sarà. C.S.

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