Il Tirreno

Accademia, gli studenti: «Poco trasparenti le scelte per la Biennale di Venezia»

Barbara Monaco
Accademia, gli studenti: «Poco trasparenti le scelte per la Biennale di Venezia»

E intanto i vertici dell'istituto cercano di risalire all'autrice della "letteraccia": non esclusa una denuncia

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CARRARA. All'Accademia di Belle Arti è in corso una verifica per risalire all'identità - se esiste davvero - della madre (o sedicente tale) che ha lanciato gravi accuse attraverso Repubblica, e non si esclude una denuncia alla polizia postale, per risalire al titolare dell'account di posta elettronica. Alla letteraccia hanno già risposto i vertici didattici dell'Accademia, sostenendo che sì, qualche problema può esserci stato, ma non certo nei toni espressi pubblicamente dalla signora "Maria Allegri". Problemi di cui parlano anche i rappresentanti degli studenti. Problematiche relative agli orari definitivi e all'organizzazione dei corsi, su questo concordano sia Lucia Odifreddi, rappresentante del Cda nonché nipote dell'eminente scienziato Piergiorgio e Daniele Pinna, componente del Consiglio accademico. Entrambi però sottolineano quanto queste difficoltà siano comuni un po' a tutte le accademie italiane e dovute quindi non solo alla disponibilità personale dei docenti ma anche alle conferme da parte del Ministero dell'attivazione o meno dei singoli corsi di studio. Al di là di questo comunque, lo scontento esiste, soprattutto per la perdita delle sedi a Palazzo Forti dove si svolgevano i corsi di multimediale e incisione. «A causa di ciò si sta cercando di accoglierli all'interno della sede centrale - afferma Pinna - ma non so quanto questo possa essere fattibile per problemi di spazio e, per quanto riguarda incisione per la mancanza dell'aspiratore, senza il quale sarà impossibile l'utilizzo degli acidi necessari. Per quanto riguarda multimediale inoltre è un vero peccato, perché quello è un corso ben fatto e molto apprezzato».  I rappresentanti degli studenti aggiungono che, in generale, ci sarebbe poco amore da parte della città, per un'istituzione che meriterebbe maggiore attenzione. «Qui non viene valorizzato mai niente», afferma Pinna. «È una città morta e se un artista vuole continuare a lavorare in zona è costretto a spostarsi a Pietrasanta, così alla fine qui si verrà solo per comprare il marmo e andarsene» aggiunge Odifreddi che tiene anche a sottolineare quanto reputi gravissima la situazione di stallo in cui si trova la casa dello studente a più di 3 anni dall'inaugurazione. Ma la lettera che ha fatto scatenare la tempesta accusava anche la gestione vera e propria dell'ateneo da parte di direzione e alcuni docenti, insomma, c'è qualcosa di vero ed esistono realmente professori che condensano un semestre in 15 giorni? «Beh, sul fatto che esistano corsie preferenziali per alcuni studenti a dispetto di altri è fuor di dubbio - asserisce Odifreddi - lo si è visto anche nella scelta degli studenti che hanno partecipato alla Biennale di Venezia, con un concorso che non è mai stato reso pubblico». «Circa la condensazione dei corsi in soli 15 giorni poi - aggiunge Pinna - è un'abitudine che due o tre docenti hanno, soprattutto se vengono da fuori».

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