Il Tirreno

Servono 12 milioni per recuperare i ponti distrutti dalla piena

Gabriele Dini
Il ponte di Santa Giustina danneggiato dalla piena
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Il ponte di Santa Giustina danneggiato dalla piena

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 PONTREMOLI. Vedere il ponte di Santa Giustina, mentre attorno la pioggia cade incessante, fa paura. Il pilone centrale è stato abbattuto dalla piena del fiume. E così la sede stradale si è incrinata sotto il proprio peso come se stesse per spezzarsi. La speranza dei tecnici è che la struttura possa essere recuperata. Ma anche in questo caso sarà importante il fattore tempo: se una nuova ondata di piena investisse il pilone, il ponte sarebbe compromesso e dovrebbe essere ricostruito di nuovo con un costo enorme. Secondo le prime stime dei tecnici della Provincia, per riportare alla normalità la viabilità della Lunigiana serviranno almeno 20 milioni di euro.  Salvare il ponte. Il ponte di Santa Giustina si trova tra la zona industriale di Pontremoli e l'imbocco dell'autostrada. Dopo l'alluvione i tecnici della provincia hanno bloccato la strada di accesso con un mucchio di terra. Transitare sul ponte sarebbe infatti pericolosissimo.  La forza devastante della piena ha abbattuto il pilone centrale. Rimasto senza sostegno il ponte si è piegato come se fosse di gomma. Senza un intervento rapidissimo la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare e la struttura in cemento armato potrebbe spezzarsi in due.  Durante l'ultimo sopralluogo dei tecnici della Provincia avvenuto venerdì, si è cercato di capire come intervenire. Il ponte potrebbe ancora essere salvato, risistemando il pilone abbattuto. In questo caso per rimettere in funzione la struttura servirebbe circa 1 milione di euro.  Ma se una nuova ondata o eventuali ritardi nell'intervento (al momento reso impossibile dal maltempo) facessero peggiorare la situazione, potrebbe anche essere necessario demolire tutto e ricostruire ex-novo: in quel caso il prezzo sarebbe più alto, almeno 3 milioni di euro.  L'assessore ai Lavori pubblici della Provincia Gianluca Brizzi si dice ottimista sul salvataggio del ponte. «Ma è necessario intervenire al più presto - spiega - prima che la situazione venga compromessa».  Ponti da rifare. Da ricostruire completamente, invece, il ponte tra Mulazzo e Arpiola. Anche in questo caso il costo stimato è di 3-4 milioni.  Anche il ponte di 32 metri che collega Villafranca a Mulazzo è andato perduto. Al suo posto un ponte militare provvisorio. Ma anche in questo caso servirà una soluzione.  La strada "mangiata". Nel conto dei danni vanno sicuramente incluse anche altre infrastrutture. Basti pensare che a Mulazzo è andato distrutto oltre un chilometro di strada. in quel caso si sta cercando di capire se si potrà recuperare l'esistente o se è più conveniente trovare un tracciato alternativo.  Da finire di sistemare anche la strada tra pontremoli e zeri. «La situazione è precaria - spiega Brizzi - serve un intervento urgente per sistemare definitivamente le 4 frane già circoscritte dall'anno scorso».  La beffa e il patto. L'arrivo dei nuovi danni suona quasi come una beffa per la Provincia che ha investito diversi milioni per sistemare i danni del maltempo del 2010. Difficile trovare nuovi fondi per opere veloci. «Bisogna che questi interventi - chiede l'assessore Brizzi al Governo - siano conteggiati fuori dal patto di stabilità. In molti casi dovremo lavorare in somma urgenza».  La chiesa di Tresana. Rischia di essere risucchiata da una frana la chiesetta nel bosco, detta della Madonna del Canale, risalente al 1500. Il sindaco Oriano Valenti ha effettuato ieri un sopralluogo, dopo uno precedente nei giorni scorsi con tecnici regionali, geologi e Genio civile, per la frana risalente al 25 scorso, che è peggiorata dopo le nuove piogge. C'è una grossa voragine al termine di una via comunale, dopo che il ruscello Madonna del Canale ha cambiato percorso erodendo il bosco. E' crollata una casa disabitata e ora è in pericolo la chiesa «dove in estate - dice il sindaco - si celebravano messe e matrinomi in un luogo suggestivo. Avviserò la Curia e la Soprintendenza».

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