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Mense, è scontro sui rincari Confconsumatori all'attacco: illegittimi gli aumenti
L'associazione: «Tariffe più alte del resto della Toscana» La Menchini: «Fasce deboli tutelate e qualità del servizio alta»
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MASSA. I costi della mensa? troppo alti e ingiustificati. E la decisione sarebbe anche arrivata troppo tardi impedendo alle famiglie di scegliere. La denuncia arriva dall'avvocato Francesca Galloni, legale della Confconsumatori di Massa. L'associazione chiede di abbassare immediatamente le tariffe. Immediata arriva la replica dell'assessore all'Istruzione Carmen Menchini. «Molte persone protestano ma la qualità del servizio è alta e le fasce deboli saranno tutelate». L'attacco di Confconsumatori è duro e riguarda l'intero sistema di decisione dei prezzi delle mense che sarebbero anche più alti della media toscana. Per l'associazione è «illegittimità e inopportunità» l'introduzione delle fasce di reddito Isee relativamente al costo del pasto per i bambini della scuola pubblica. «I piccoli - spiega l'avvocato - dovrebbero essere tutti uguali». L'avvocato Galloni fa notare poi che il servizio è rimasto identico all'anno passato (24 cucine). «Il prezzo - sottolineano da Conconsumatori - è passato dai 4,50 euro a pasto alle 6,50 di media in base alle fasce di reddito Isee con costo di 8-8,50 per redditi più alti. Il costo medio negli altri Comuni della Regione va dai 2,8 a 5,3 euro». Contestata anche la mancata comunicazione di tale novità all'atto dell'iscrizione dei bimbi. «Questa cosa - insiste la Galloni - non ha consentito una scelta corretta e consapevole da parte delle famiglie visto che in moltissimi casi costerebbe meno mandare un bimbo alle scuole dell'infanzia private. Tutto questo penalizza la scuola pubblica che invece andrebbe valorizzata». La risposta dell'assessore Menchini non si è fatta attendere. «Capisco e condivido anche le ragioni di chi protesta - replica al Menchini - perché ritengo imprescindibile salvaguardare il diritto all'istruzione e ritengo il tempo pieno fondamentale anche da un punto di vista educativo. Purtroppo la gravissima crisi economica e la nuova manovra finanziaria di agosto che incrementa i già massicci tagli agli enti locali, mettono in discussione anche i servizi essenziali». Poi l'assessore precisa: «8,50 è il costo del pasto per il Comune perché viene garantita un'elevata qualità, con 24 cucine sul territoriale comunale. Pagherà questa quota chi ha un Isee sopra i 50.000, ovvero un netto di almeno 6000 euro in casa. Sono tutelate le fasce deboli e i redditi fino a 10.000 euro». Poi l'assessore conclude, «l'attacco al sistema istruzione parte dal governo centrale, e l'ente locale si trova a dovere tenere in piedi servizi senza strumenti di finanziamento».
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