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Accoltellamento, due periti al lavoro su ferita e sangue

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 MASSA. Nuova udienza, mercoledì mattina, nel processo per direttissima che vede alla sbarra Giacomo Pucci. Sul venticinquenne pesa l'accusa di lesioni gravi per aver accoltellato ad un braccio - questa l'ipotesi del pubblico ministero - l'ex ciclista professionista, 37enne, Luca De Angeli.  Nel corso della prima udienza, di fronte al giudice Cosimo Ferri, sono stati ascoltati tre testimoni, tra cui lo stesso De Angeli che ha ricostruito la vicenda. Mercoledì, invece, è stata la volta di Giacomo Pucci, difeso da Francesco Persiani. L'imputato (scarcerato sabato scorso dopo il fermo scattato a seguito della lite) ha fornito la sua versione dei fatti.  Rispondendo alle domande dell'avvocato Matteo D'Amico (che rappresenta il De Angeli), ha negato di aver sferrato la coltellata. Ha raccontato del diverbio con l'ex ciclista, ma ha spiegato di non averlo colpito con un coltello.  Ascoltati anche due testimoni: la dottoressa del pronto soccorso che ha prestato le prime cure a De Angeli e il luogotenente dei carabinieri che ha eseguito gli accertamenti sulle macchie di sangue lungo la portiera dell'auto guidata da Pucci. A fare chiarezza su quelle macchie sarà adesso un perito. Il giudice Ferri, infatti, ha deciso di nominare due consulenti: uno farà accertamenti sul sangue, l'altro sulla ferita per verificarne l'entità e capire se possa essere stata inferta con un coltello. La prossima udienza - con la nomina dei due consulenti - è fissata per mercoledì. C.S.

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