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LA VICENDA
Dalla guerra fra Sgarbi e l'assessore alle dimissioni del direttore di Agorà
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CARRARA. La polemica era esplosa alcuni giorni fa. Con un botta e risposta al fulmicotone, a distanza tra l'assessore Giovanna Bernardini e Vittorio Sgarbi. Interpellata dalla televisione locale Ttn sul perchè il critico d'arte non fosse stato invitato alla tavola rotonda finale di Con-vivere la Bernardini aveva dichiarato, fra l'altro, che «Sgarbi non è un amico di Carrara, ha stroncato la nostra Biennale». Da qui la risposta secca di Sgarbi che aveva fra l'altro annunciato di non voler più mettere mano alla prossima di Biennale, quella di cui era stato indiciato come curatore in pectore. A questo punto arriva l'intervento dell'addetto stampa, e direttore di Agorà Vittorio Prayer. Netto e preciso. Con una lettera al sindaco, al presidente della commissione comunale cultura Enrico Isoppi, e al direttore generale, Vittorio Prayer aveva annunciato che: «In solidarietà all'amico sincero di Carrara, Vittorio Sgarbi, mi dimetto da direttore responsabile di Agorà, perché ritengo che l'intelligenza e la cultura della nostra amata città siano seriamente in pericolo di morte. Agorà lo faccia l'assessore Giovanna Bernardini». «Vittorio Sgarbi - ha scritto Prayer al sindaco - è sempre venuto da noi senza pretendere un soldino bucato». «Sgarbi ci ha suggerito, da amico ed a titolo gratuito, di fare una esclusiva classica"Biennale di Marmo di Carrara" e di obbligare grandi artisti a plasmare marmo sul modello della Vanessa Beecroft. Poi si è messo a tua completa disposizione senza nulla pretendere, nemmeno un grazie. Ma a chi fa paura l' avere Vittorio Sgarbi in città?». Dopo questa presa di posizioen netta da ieri le scuse e il ritiro delle dimissioni da parte dello stesso direttore di Agorà. Ma a questo punto sulla polemica si inserisce la politica: con l'intervento di Argante Mussi. A cui Prayer replica: «Becero sarà lui, per il retso quello che dice non mi interessa».
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