Il Tirreno

Spiaggia sporca, balneari infuriati

La spiaggia di Marinella
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La spiaggia di Marinella

Nel mirino gli sfalci trasportati in mare dai fiumi

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 SARZANA. Operatori balneari sul piede di guerra per l'invasione di legname sulla spiaggia di marinella: scrivono al sindaco, al prsidente della Provincia di La Spezia, a quelo della Regione Liguria, alla Capitaneria di Porto spezzina. Il presidente della Sib, Roberto Galli denuncia che «da qualche anno si sta verificando lungo il litorale di Marinella e Fiumaretta una situazione abnorme che, se dovesse protrarsi con questa cadenza nel tempo, farebbe desistere chiunque dal frequentare le spiagge del nostro litorale a scopo di balneazione e questo potrebbe segnare la fine del turismo balneare nella nostra zona. Si tratta non solo del materiale spiaggiato dopo ogni fiumana del Magra, costituito da tronchi e legname di varie dimensioni, ma anche del trasporto sulle rive del mare di ingentissime quantità di foglie e materiale legnoso triturato che colora le acque di nero producendo un senso di repulsione a chi si accinga ad entrare in acqua impedendo di fatto la balneazione. Questo materiale trasportato dalle piogge nei rigagnoli e poi nei fiumi e quindi al mare viene poi depositato sulle spiagge come un tappeto in quantità tale che i balneari non sono in grado di smaltire, né sono in grado di raccogliere». Galli chiede che si indaghi sulle cause dle fenomeno che va peggiorando.  «La legge 13/99 stabilisce che sono di competenza dei Comuni la raccolta e la pulizia dei rifiuti spiaggiati nelle zone fruite a scopo di balneazione. La concessione demaniale dei balneari impone loro la pulizia del litorale e questo i balneari hanno sempre fatto e continuano a fare anche quando hanno dovuto smaltire le tonnellate di tronchi e legname che nel 2010 il fiume ha riversato sulle spiagge e che ai Comuni non è costato niente tranne l'emanazione di ordinanze che permettevano l'incenerimento del legno sul litorale».  Altra cosa però - dice Galli - è pulire il litorale da quella melma, detta lavarone. I balneari non ce la fanno, ed è impossibile incenerirla.  «Le autorità comunali, provinciali e regionali non possono scaricare sui balneari».  «Probabilmente non si è valutato a fondo il pericolo insito nella difesa ad oltranza della naturalità degli alvei fluviali e le conseguenze che i lavori di falciatura determinano perchè, se da una parte è logico tendere a preservare intatto l'ambiente fluviale ed è normale potare, dall'altra vengono prodotti sfracelli nell'ambiente marino».

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