Italia
IL PARTICOLARE
Tenta di bruciare tutto, ricerche anche tra la cenere
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IL PM. Federico Manotti 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Tutto comincia quando, nel 2008, a Massa viene perquisita l'abitazione di Raffaele Illiano, all'epoca ciclista professionista. Vengono ritrovate sostanze dopanti. Scatta la denuncia e parte l'indagine. Nel corso dell'attività sono stati sequestrati - fanno sapere gli inquirenti - «200 tra fiale e confezioni di medicinali a base di eritropoietina (Epo), ormoni e corticosteroidi, albumina umana, utilizzata come mascherante ai controlli antidoping, tutte sostanze vietate nella pratica sportiva, nonchè numerosi farmaci di provenienza illecita e dispositivi medici (aghi, siringhe, flebo), atti all'assunzione delle sostanze». Nei giorni scorsi, nell'ambito dell'indagine che coinvolge il mondo del ciclismo professionista e amatoriale, sarebbe partita una seconda perquisizione a carico di Raffaele Illiano. Questa vola a Bacoli, dove vive attualmente. Lo sportivo, sentendo bussare alla porta e sospettando che fossero i carabinieri, avrebbe tentato di dare fuoco ad una parte delle sostanza vietate. E per farlo le avrebbe gettate nel termo camino. Rovistando tra la cenere i militari della sezione antidoping avrebbero comunque ritrovato ed identificato residui di albumina. Altro materiale sarebbe stato ritrovato in una cesta di vimini, nella cassetta dei farmaci in bagno. Alcuni flaconi sarebbero stati, invece, scoperti sotto il letto. Nell'ambito delle indagini sono scattati anche due sequestri preventivi, di due strutture a Ottaviano e Bacoli, cittadine del napoletano. «È stato sequestrato uno studio medico e un centro ergonomico incluse le attrezzature destinate alla visita baropodometrica per i ciclisti, per un valore complessivo superiore ai 250mila euro». C.S.
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