Il Tirreno

LA SCHEDA

L'impatto avvenne a sud dell'isola del Tino

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 CARRARA. È il 16 luglio del 2009, una giornata estiva di sole. Alessandro Spadaccini, imprenditore 48enne di Avenza dove gestisce una lavanderia industriale in via Fiorino n. 5, ma abitante a Ponzano Magra con la moglie, sta passando una giornata in mare con la sua barca da pesca al traino, una pilotina di sette metri che tiene attraccata a Bocca di Magra. La pesca del tonno è la sua passione, la pratica almeno una volta alla settimana durante la bella stagione, ed è un uomo dalla solida esperienza marinaresca. Verso le 20,30 la sua barca si trova a due miglia a sud dell'Isola del Tino, quando impatta con la Groove, uno yacht di 24 metri noleggiato da una famiglia di russi, al cui timone c'è Tiziano Mischiatti di Canazei (Trento). Quando dallo yacht - i cui occupanti rimangono illesi nell'incidente - si accorgono che la barca da pesca è priva di guida, chiamano i soccorsi. Scattano le ricerche da parte della Capitaneria di Porto della Spezia, che per prima cosa perlustrano l'imbarcazione vuota. In quel momento sul natante vuoto squilla un cellulare: è quello di Spadaccini e all'altro capo c'è sua moglie Laura Bartoli, che sta tentando di contattare il marito, in ritardo per la cena. Sono i militari della Capitaneria a risponderle, per dirle che il marito è disperso in mare. Sarà ritrovato quasi 24 ore dopo, morto per annegamento, un paio di miglia fuori da Punta Bianca, con diverse fratture e un taglio profondo sulla testa.  Nei confronti di Tiziano Mischiatti viene formulata l'ipotesi di omicidio colposo; il prossimo 11 ottobre ci sarà l'udienza preliminare.

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