I licenziati si improvvisano attori allinterno di Consonanze. «Senza di loro il territorio perde lidentità»
Eaton, gli operai diventano artisti
G.D.
Trasferita a Palazzo Ducale la mostra delle opere sul lavoro che non c'è più
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MASSA. Una foto sfocata. Simbolo di un'identità che sparisce. Quell'immagine orna il depliant a forma di carta d'identità che pubblicizza l'apertura dell'evento Giro di Vite. In mostra i lavori realizzati da cinque giovani artisti assieme agli operai licenziati dalla Eaton. E'significativamente sottotitolata "L'arte occupa la fabbrica" la la performance artistica che avrebbe dovuto svolgersi all'interno della fabbrica Eaton, nell'ambito del progetto regionale «Consonanze» dedicato all'arte contemporanea. Ma dopo la cacciata degli operai da parte delle guardie giurate ingaggiate dalla multinazionale, la manifestazione ha trovato ospitalità a Palazzo Ducale sede della provincia di Massa Carrara. La performance è stata pensata da «Blitz Art» e coinvolgerà gli ex operai della fabbrica: la filosofia è quella di raccontare le condizioni di questi lavoratori attraverso l'arte e la cultura. I lavoratori licenziati diventeranno così attori, performers e scultori (armati degli strumenti del mestiere loro negato). A concepire le opere sono stati altrettanti artisti ai quali tenteranno di rispondere cinque artisti: Sandro del Pistoia, Andrea Ferrari, Aldo Giannotti, Stefano Lanzardo e Francesco Marchesi. Cinque le performance previste: «Palla avvelenata Eaton», opera mai tentata, tavole di legno, giunti di gomma e manodopera come in una grande catena di montaggio; «Scena del crimine» operai a terra per la rappresentazione simbolica di un delitto; «Ciclo continuo», intervento sonoro di una vera sirena utilizzata nelle fabbriche di un tempo per scandire il tempo del lavoro degli operai; «Colloquio di lavoro», sketch teatrale tra 5 ex operai e un attore professionista chiamato a giudicarli in base al loro curriculum e infine una mostra fotografica con gli scatti degli operai dentro e fuori la fabbrica. L' inaugurazione della performance si terrà domani sera alle 18. «Dato il valore simbolico della vicenda Eaton - spiega l'assessore alla Cultura Lara Venè - si è scelto di coinvolgere proprio gli operai di questo stabilimento. L'arte diventerà così per gli operai non solo un mezzo con cui indagare e comunicare al pubblico il disagio che deriva dai cambiamenti epocali che hanno investito la loro area industriale». La mostra, spiegano gli organizzatori, è stata "sfrattata e trasferita". «Mentre prima doveva svolgersi nella fabbrica - spiega Giorgia Passavanti, presidente di Blitz Art - ora trasformerà la sede del governo cittadino in una officina. Così il valore simbolico resterà praticamente inalterato».
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