Il presidio
Aspettando il ticket aumentano le visite ma tutto fila liscio
Rossana Lazzini
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CARTELLO. Affiso agli sportelli Cup informa che sono entrate in vigore le nuove tariffe 3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. A pochi giorni dalla rivoluzione dei ticket che interesserà anche tutti i cittadini massesi, negli uffici del Cup del distretto di via Bassa Tambura è una corsa contro il tempo per imparare e anche per poter informare e, quindi, reggere l'urto delle numerose novità. Intanto da ieri è entrato in vigore il nuovo tariffario per le prestazioni specialistiche. Insomma, il costo delle singole visite ha subito alcune correzioni e arrotondamento all'unità. Un esempio: le visite per cui si sborsavano 18,20 euro adesso costano 19. Un aumento, però, che pochi utenti hanno percepito. Nessuna lamentela, quindi, ai Cup, centri unici di prenotazione. I problemi potrebbero arrivare invece - e lo confermano gli operatori - martedì quando, in base al reddito, pagheremo 5, 10 o 15 euro a ricetta. «Gli aumenti in vigore da oggi - spiega una delle operatrici del Cup - è una revisione parziale del tariffario che comunque non interesserà gli esenti, ossia le persone a basso reddito, disoccupati o con pensioni sociali. Loro continueranno a non pagare alcun ticket». Ieri, quindi, tutto è filato liscio al Cup, ma chi ci lavora è preoccupato per quello che potrà succedere a partire da martedì. Il discorso sulla carta sembra semplice. «Chiunque voglia prenotare una visita - ci spiegano - deve innanzitutto compilare un autocertificazione in base al proprio reddito. Fino a 36 mila euro di reddito familiare sono state confermate le esenzioni, a parte alcuni esami come Tac e Risonanza. Oltre quella soglia viene applicato il ticket». Tutto semplice quindi? Gli operatori e soprattutto gli utenti però sono timorosi. «Una volta presentata l'autocertificazione, dobbiamo essere in grado di stabilire immediatamente il costo del ticket. Dobbiamo anche essere in grado di rispondere a tutti i dubbi delle persone. Questo è quello che forse ci preoccupa di più». Qui sta il vero problema, chi va al centro di prenotazione, ma anche in farmacia dovrà dichiarare il proprio reddito familiare e magari può succedere che ci siano ancora molte persone incapaci a quantificarlo. «La Regione ci ha annunciato che nei prossimi giorni partirà una campagna di informazione per i cittadini. E' anche vero però che mancano pochi giorni e ancora non sappiamo moltissimo». Preoccupazione anche da parte degli utenti molti dei quali sembrano non essere ancora a conoscenza di quello che succederà da martedì. «Ci sembra soltanto un modo nuovo per complicarci la vita - commenta una signora in attesa - un aumento che ancora una volta cadrà sulle spalle del ceto medio. Di chi paga tutto e sempre. Non mi piace - aggiunge - far sapere a tutti il reddito della mia famiglia. Si parla sempre del rispetto della privacy e poi questi sono i risultati. I soldi perchè non vanno a prenderli a chi ce l'ha»?. Un'altra signora commenta così. «No faccciamo altro che leggere sui giornali notizie su buchi di bilancio della Asl e il risultato è che a pagare sono sempre i cittadini».
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