Il Tirreno

Cultura al verde? Ci pensiamo noi

<b>L&#146;EVENTO.</b> Un concerto nel cortile di Palazzo ducale
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L’EVENTO. Un concerto nel cortile di Palazzo ducale

Gli operatori: disposti a finanziare eventi, ma serve partecipazione

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 MASSA. Una cosa è certa: di soldi per la cultura e gli eventi non ce ne sono o, in ogni caso, ce ne sono molto pochi. Parola dell'assessore Carmen Menchini. Che fare? Beh, una carta da giocarsi è l'appello ai privati: grandi e piccoli imprenditori potrebbero improvvisarsi mecenati garantendo sostegno alla cultura e - diretta conseguenza - al turismo e alla promozione del territorio. Gli operatori sono in prima fila, ma dettano le condizioni: investimenti mirati e coinvolgimento nelle decisioni.  Del resto la partnership pubblico-privato nell'organizzazione di eventi è una realtà, dai grandi Festival alle stagioni teatrali. Ma chi sborsa soldi vuole certezze, non intende certo "mettere la faccia" in un'iniziativa senza appeal. Gli operatori turistici mettono le mani avanti: «Siamo disposti a fare la nostra parte - il coro è unanime - purchè non si ripeta quanto accaduto quest'anno». L'accusa mossa all'assessorato alla cultura è sempre la stessa: un programma delineato da febbraio e la richiesta di sponsorizzazioni arrivata a maggio, a cartellone già definito. Claudio Lotto, titolare dell'hotel Daisy e rappresentante degli albergatori per Confcommercio, mette le cose in chiaro e, dopo l'intervista rilasciata dall'assessore al Tirreno, dice la sua: «Siamo pronti a dare un contributo, ma vogliono capire dove e come investiamo risorse. Nel caso di Cento Notti c'è stato chiesto di sceglire uno degli eventi in cartellone e di sponsorizzarlo, senza essere chiamati a decidere nulla. La verità è che manca una coscienza turistica e la consapevolezza che per un euro investito in cultura, il ritorno sul territorio si quintuplica».Anche i balneari sono disposti a scendere in campo e a finanziare eventi, ma pretendono partecipazione. Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, si affida alla concretezza: «Mancano soldi? Bene, sediamoci intorno ad un tavolo. Facciamolo adesso - aggiunge a chiare lettere - non possiamo permetterci di aspettare la primavera, quando la stagione turistica già bussa alle porte. Il Comune - entra nel dettaglio - convochi tutte le parti, operatori, associazioni, Pro Loco, definiamo un programma condiviso. Servono metodo e organizzazione». Ma quella di Aliboni non è un'adesione senza se e senza ma: «Palazzo civico - mette i puntini sulle "i" - non può certo pensare che un programma culturale cammini soltanto sulle gambe degli operatori, non ci serve un direttorio». Una stoccata alla politica, dunque che si concede anche Claudio Lotto: «Nell'intervista rilasciata al vostro giornale, Carmen Menchini ammette che non ci sono risorse, è vero però che un assessore deve imporre il suo peso specifico». E se non riesce a farlo? «Beh, - Lotto se la cava così - ai posteri l'ardua sentenza». Insomma, l'idea è chiara: noi (operatori) ci siamo, ma alle nostre condizioni. Possiamo darci da fare, ma non faremo quello che compete al Comune. C.S.

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