Il Tirreno

Il degrado. Critiche dalla Nuova Frontiera: l’amministrazione ha tirato i remi in barca e vive alla giornata

Sterpaglie e sporcizia, parco fluviale nell'incuria

<b>DEGRADO.</b> Sporcizia e rifiuti fotografati nel parco fluviale
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DEGRADO. Sporcizia e rifiuti fotografati nel parco fluviale

Scaricabarile tra Comune e Provincia, così nessuno pulisce l'area e i rovi aumentano

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 MASSA. Potrebbe essere la più bella passeggiata della città. E il condizionale è d'obbligo perchè il parco fluviale è invece una zona off limits: rovi, sterpaglie, cestini pieni. Impossibile godersi po' di relax: le panchine sono inutilizzabili.  Un vero peccato perché quel - seppur breve - tratto di parco fluviale permette di raggiungere a piedi o in biciletta Marina dal viale Vecchio. Invece quella che dovrebbe essere una passeggiata tra il verde, diventa uno zig zag tra le deiezioni dei cani e le bottiglie abbandonate. I canneti sono troppo fitti perchè qualcuno si avventuri da quelle parti, soprattutto dopo la tentata violenza, con tanto di forbici alla gola, di qualche mese fa.  E come se non bastasse, quella passeggiata è davvero il simbolo dello scaricabarile all'italiana. Giuseppe Ianni, ex consigliere di circoscrizione, il parco sul Frigido lo frequanta, o almeno lo frequentava. E, davanti a tanta incuria, ha voluto vederci chiaro. Ha bussato prima alle porte del Comune, all'assessorato ambiente: «Ma mi hanno detto - racconta - che la competenza è di Palazzo ducale». Del resto è la Provincia che si occupa di fiumi e sponde, anche se,in questo caso, le cose si complicano. «In Provincia - continua Ianni - mi hanno detto che era stato preso un accordo - seppur verbale - perchè il Comune si facesse carico della pulizia». All'Asmiu però la richiesta di svolgere anche quel servizio non è arrivata. E il risultato è il degrado agli occhi dei massesi, ma anche a quelli - ancor più stupiti - dei turisti. Sull'abbandono del parco fluviale punta il dito anche l'associazione Nuova Frontiere: «E' dedicato al comandante partigiano Pietro Del Giudice, ma la targa con il suo nome è nascosto da un canneto». Poi arriva la critica all'amministrazione: «Del resto lo stato dell'area riflette quello di tante altre zone del nostro territorio. La drastica diminuzione del turismo dimostra che l'amministrazione in questocampo, come in molti altri, tira i remi in barca e vive - alla giornata». Opinioni politiche a parte, rimane un fatto: l'uncuria di quello che dovrebbe essere un fiore all'occhiello per la città.

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