Il presidio
Sgominata la banda della coca: riforniva noti imprenditori
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CARRARA. Sgominato dalla polizia un clan di spacciatori, 4 nordafricani e un italiano, che vendeva cocaina pura quasi al 100% e seminava il terrore fra i tossicodipendenti minacciando percosse o incendi di auto. Avevano anche allontanato altri spacciatori. Cinque arrestati e uno ricercato: la banda per mesi ha avuto il predominio del traffico di cocaina al dettaglio, nella zona che va dalla Partaccia a Marina di Carrara, con una base operativa in un appartamento di viale Galilei. Sequestrati: 40 dosi di cocaina, 12.000 euro in contanti e numerosi apparecchi cellulari utilizzati dai pusher. Dodici fra i clienti, quasi tutti italiani e residenti nella provincia, sono stati segnalati alla Perfettura. Fra questi imprenditori e professionisti. Il premio defeltà ai consumatori. Lo spaccio al minuto fruttava parecchio: ogni elemento del gruppo arrivava a smerciare anche 60 dosi al giorno di cocaina, ad un prezzo oscillante fra i 40 e i 50 euro ogni mezzo grammo. La polizia nel corso di lunghe indagini ha scoperto che c'era anche un "premio fedeltà" che dava diritto a sconti. Grazie all'opera investigativa degli uomini del commissariato coordinato dal dottor Giuseppe Mariani e al lavoro certosino del sostituto commissario Franco Butera, a conclusione dell'Operazione Codino (così denominata dal soprannome di uno degli arrestati), il gip Laghezza ha emesso provvedimenti restrittivi su richiesta del sostituto procuratore Federico Manotti che ha diretto l'intera attività investigativa. Due arrestati si trovavano già in carcere: M.S. (sono state fornite solo le iniziali) di 31 anni, nato in Algeria ma cittadino marocchino, soprannominato "Codino", e capo dell'organizzazione, e M.M., di 23 anni, nato in Marocco, chiamato "Zac". Al primo, il provvedimento cautelare è stato notificato nel carcere di San Vittore a Milano, dove si trovava per spaccio di stupefacenti, mentre nei confronti di M.M. la notifica è stata effettuata presso la Casa di Reclusione di Massa, dove sta scontando una condanna a un anno per di evasione dagli arresti domiciliari avvenuta nell'ottobre 2010, quando l'attività investigativa era in corso: il giovane aveva tentato di fuggire in Spagna dove aveva appoggi, ma fu intercettato ed arrestato dalla squadra anticrimine del Commissariato dopo un rocambolesco inseguimento sulla autostrada A12. Lo trovarono in possesso di denaro falso, droga e vari telefonini cellulari. L'Operazione Codino, dopo 4 mesi di indagini, ha portato agli arresti in flagranza per spaccio anche di altri tre soggetti: A.E.O. di 40 anni, e N.M. di 23 anni, entrambi di nazionalità marocchina, sono stati catturati in due distinte operazioni nella parte terminale lato Massa di Viale da Verrazzano, zona dove residenti avevano segnalato alle forze dell'ordine un'attività di spaccio. Arrestato invece sul lungomare di Marina, un italiano, D.C. di 23 anni, residente nella nostra provincia. Questi tre individui erano già stati processati e condannati a pene detentive, che vanno dai tre ai quattro anni di reclusione, in quanto recidivi. Le menti e i "cavallini". Secondo gli inquirenti si tratta di tre soggetti utilizzati dalle "menti" del gruppo per lo spaccio al minuto. E' stato calcolato che la banda riusciva a realizzare un "giro d'affari" giornaliero di oltre 5.000 euro. A tale somma, si aggiungevano gli introiti derivanti dallo smercio di hashish, come è stato accertato da intercettazioni telefoniche. L'operazione, ha preso il via nell'estate del 2010, quando dal Commissariato di Genova Pre, era stata segnalata al Commissariato di Carrara la presenza e l'attività di spaccio nel territorio cararrese, di un soggetto, di cui era conosciuto soltanto il nomignolo di Codino. L'indagine minuziosa, partita prima con appostamenti e pedinamenti nelle cosiddette "piazze" dello spaccio esistenti nella nostra zona, ha permesso di identificare l'individuo, con precedenti per rapina e lesioni personali, oltre che specifici per stupefacenti. Gli uomini del commissariato locale hanno scoperto tutta l'attività della banda sul litorale apuano: in particolare a Marina di Carrara, Marina di Massa, Partaccia. La "base operativa" è stata individuata in un appartamento di viale Galilei: c'erano state segnalazioni anche da parte di abitanti della zona, che vedevano un "giro" strano, ma la polizia che già teneva d'occhio quel movimento, è intervenuta solo al momento opportuno. Ridando tranquillità a residenti e turisti. In quell'abitazione, si trovava agli arresti domiciliari M.M., che nonostante il regime restrittivo, continuava imperterrito a pianificare telefonicamente l'attività illecita, tenendo numerosissimi contatti sia con i propri complici che con gli acquirenti della droga, per poi affidare la consegna della merce ai "cavallini" incaricati dello smercio al minuto. La droga veniva da Milano. Il clan criminoso risultava dominante sul territorio non solo a causa di pressioni ed intimidazioni, ma anche perchè si riforniva a Milano di cocaina di ottima qualità, con percentuali di principio attivo, cioè di purezza fino all'81 per cento (il doppio di quella venduta in zona, pura al 35%); per questo era ricercatissima, ma pericolosa perché poteva rivelarsi letale. C.C.
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