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«Le piazze? Facciamole con il marmo»
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Una veduta di piazza Aranci in attesa di restyling Un imprenditore: non ha senso usare il macigno
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MASSA. Mettiamo che il Comune debba rifare una, no due, piazze. Mettiamo che abbia deciso di rifare anche la pavimentazione. Quale potrebbe essere l'idea migliore? Beh, Dino Contri non ha dubbi: usare il marmo. Lui, che nel settore lavora da anni, considera "l'oro" bianco" la migliore soluzione, tanto che invita «l'amministrazione a rivedere la proposta che vede impiegato nelle pavimentazioni (di piazza Aranci e piazza Mercurio nell'ambito del Piuss ndr) il "macigno", un materiale - scrive - lontano dalla nostra cultura e dalla nostra tradizione». Insomma, l'idea è chiara: c'è il marmno e noi pensiamo ad un'altra pietra? Ma Contri porta argomenti a sostegno della sua tesi:«Non esiste "migliore vetrina" per la commercializzazione del marmo che l'impiego del materiale nelle opere pubbliche della nostra città - ecco il primo argomento - inoltre il marmo è, e deve diventare, "l'identità" del nostro territorio - e ancora - Le pavimentazioni delle piazze sono un occasione per impiegare marmi non di prima qualità, ma marmi che dovrebbero andare in discarica; molte sono le qualità dei marmi apuani che potrebbero essere utilizzati, sia per le varietà cromatiche, sia per le caratteristiche tecnologiche». Insomma, la ditta di Contri, una realtà artigianale del Comune, lancia la sua proposta, a Plazzo civico la replica. Sempre che rimettere mano ai progetti di rifacimento piazze sia ancora possibile. C.S.
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