Il Tirreno

NUOVA REGIONE

Marino Fiasella in pole position per la presidenza del comitato Lunezia

Marino Fiasella in pole position per la presidenza del comitato Lunezia

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SARZANA. Di una nuova regione che comprenda i territori delle province della Spezia, Massa Carrara, Mantova, Parma, Piacenza e Reggio Emilia se ne parla da tanto tempo, ma mai come in questi ultimi tempi il tema sembra tornato di grande attualità sia perché a livello nazionale si sta ripensando al riordino dell'architettura amministrativa del territorio, sia perché in tempi di crisi il pensiero è quello di fondere, accorpare modificare, agevolare i servizi.  Che Lunezia (questo il nome che da anni balla nella testa di molti favorevoli a una nuova realtà geopolitica) sia un argomento all'ordine del giorno, lo dimostrano anche le ultime dichiarazioni di Marino Fiasella, presidente della Provincia della Spezia che, da sempre, ha dimostrato attenzione verso questo tema.  Tra l'altro proprio sabato scorso si è svolta a Luni (l'antica città Romana tornata ora al centro di diversi progetti di cambiamento ma anche di fusione tra i Comuni di Castelnuovo Magra e Ortonovo) l'assemblea generale Luneziana, a cui ha appunto preso parte il presidente della Provincia, Fiasella.  Pare che proprio Marino Fiasella possa diventare presidente del comitato promotore di Lunezia. E questo la direbbe molto lunga sulla volontà della Provincia spezzina ad accelerare la questione (e pare che anche altri amministratori spezzini siano tentati da questa ipotesi) e sabato prossimo si riunirà il direttivo della Luneziana anche per darsi un concreto programma operativo.  Insomma l'argomento è caldo. Fiasella recentemente ha ricordato come sia quantomeno riduttivo parlare solo di eliminare le province per il problema dei costi (in realtà però corrispondono all'1,5 per cento della spesa pubblica) e non allargare il discorso anche alle piccole Regioni che in certi casi poco più grandi di alcune Province. Fiasella in pratica guarda ai Lander tedeschi, alle macroregioni e quindi torna prepotentemente all'ipotesi di Lunezia, tra l'altro prevista anche nel corso dell'assemblea costituente, approvata il 17 dicembre del 1946 col nome di Regione Emiliano-Lunense.  «Il collegamento con la provincia di Massa Carrara e, attraverso la Lunigiana, con l'entroterra emiliano è geografico e culturale - dice Fiasella - con la Liguria il nostro è un collegamento meno naturale più difficoltoso». Marino Fiasella rilancia quindi alla grande sulla nuova regione. Sarà la volta buona? Anche perché certe grandi opere (Pontremolese) sembrano a oggi non interessare troppo né Genova né Firenze. Per Lunezia, invece, questo collegamento sarebbe fondamentale. F.R.

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