Il Tirreno

Il 3 aprile il 20enne Nicola Pasquini
si è sentito male mentre giocava

In miglioramento il calciatore colto da infarto

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 FIVIZZANO. Migliora Nicola Pasquini, il 20enne calciatore del Monzone, a distanza di tre mesi da quel terribile 3 aprile quando alla stadio comunale di Montignoso mentre si stava giocando Cinquale-Monzone rimase vittima di una grave malore.  Venticinquesimo minuto di gioco: il numero 10 della quadra ospite si accascia al suolo; minuti interminabili, il tempo sembra essersi fermato, l'attesa dei soccorsi è febbrile.  La disperazione dei compagni, l'ansia del pubblico, tutti hanno il cuore in gola per ciò che è appena accaduto.  I giorni successivi sono contrassegnati da lunghissime attese, interrogativi che affollano la mente dei genitori, dei parenti, degli amici, ma è proprio in questo cielo denso di nubi che fa capolino un raggio di sole, è il calore umano dell'amore. Il 19 aprile si registra il primo colloquio positivo, un colloquio che dà speranza e fiducia alla famiglia Pasquini e in particolar modo a due straordinari genitori: Paolo e Laura, che insieme a Luca, il fratello, si stringono in un abbraccio forte intorno a Nicola. Dopo circa un mese nel reparto di rianimazione a Massa, Nicola viene trasferito a Fontanellato (Parma): è il 2 maggio.  Ventiquattro ore dopo, il viso del giovane calciatore è bagnato da una lacrima, il giorno successivo Nicola torna a parlare, due settimane dopo tornerà a camminare.  Il 26 maggio è il giorno del ritorno nella sua terra, nel paese dei nonni: Monzone Alto. Enzo e Marta, Rino e Delma, gli zii Simona e Leo e tutti gli amici possono abbracciare nuovamente Nicola, un ragazzo d'oro, un ragazzo amatissimo, le cui prove, affrontate e superate con successo, danno un messaggio luminoso a tutte le persone che stanno affrontando momenti difficili. M.L.

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