Italia
In fila per firmare la maglia numero 8
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Paolo Cucurnia responsabile settore giovanile San Marco Alla Covetta le lacrime dei compagni, parte la sottoscrizione
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AVENZA. Qui, al campo della San Marco, alla Covetta, piangono tutti. I compagni di squadra di Aliou sono arrivati con i genitori, ma si sono messi subito tutti insieme: sembrano calciatori veri. Ma non tira aria di pre-partita. nessuna tensioen agonistica. Solo una tristezza infinita. Arrivano anche i ragazzi, classe'98 dell'Oratorio Don Bosco. I rivali storici, in campionato, del San Marco. Gli amici veri, fuori dal campo di Aliou. Non hanno voluto giocare la gara ad Ortonovo: sono qui, insieme per mettere la firma, con un pennarello indelebile, nella maglia bianco-rossa numero 8 stesa sul tavolo, nello spogliatoio. Un ricordo per Aliou, che i suoi genitori porteranno via oggi, in Senegal, insieme al suo cadavere. Anche i ragazzi dell'Oratorio hanno portato la maglia gialla: le hanno firmate tutte e due. Anche loro hanno voluto dedicare un ultimo saluto all'amico. Entrano nello spogliatoio a testa bassa. E questi ragazzini che, hanno il piglio da grandi, i capelli lunghi e i bermuda a quadri, proprio come va di moda adesso. Ma piangono come bambini. E oggi non trattengono le lacrime nemmeno i grandi. «Sono entrato io in ospedale, per riconoscere Aliou - dice Paolo Cucurnia, responsabile del settore giovanile del San Marco - Sembrava dormisse. È stato un colpo al cuore. Mi ricordo che poche settimane fa si era presentato al campo con la tuta: era caldissimo, ma mi aveva detto di non trovare la maglietta. Gli ho dato un completino nuovo: non scorderò mai la sua felicità di quel giorno». Parla con gli occhi pieni di pianto anche Giovanni Passiatore, allenatroe del Don Bosco (esordienti) e di professioen poliziotto. Era in servizio ieri quando in Commissariato è arrivato l'allarme del ragazzino annegato. «Quando mi hanno detto che era senegalese e che giocava nel San Marco mi sono venuti i brividi - racconta - C'era la volante al Pronto soccorso: chiamavo ogni minuto, con la speranza nel cuore che accadesse il miracolo». Ha la tristezza nello sgaurdo anche l'assessore allo sport Dante Benedini: «Aliou era un ragazzo unico, solare - dice - Qui lo amavano tutti: mai un litigio, una parola grossa, si faceva benvolere. Portava la gioia». Una sottoscrizione nel nome di Aliou. Il San Marco, con la collaborazione dele altre società di calcio giovanile della provincia, ha deciso di aprire una sottoscrizione per la famiglia di Aliou. Sul web polemica sui soccorsi. Sul sito web del Tirreno tanti i messaggi per Aliou. Tanta la rabbia. Soprattutto di chi era in spiaggia «Scandaloso - scrive Milena - l'unica lotta tra la vita e la morte di questo povero bimbo quella che ha intrapreso quando stava annaspando senza che nessun assistente ai bagnanti lo vedesse, quando i cari assistenti ai bagnanti hanno deriso chi ha cercato di convincerli che il bambino era andato sotto». E Alessandro scrive: «Non c'è stato alcun serio tentativo di soccorso per ben un'ora,inconcepibile!». A.V.
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