«L'estate, periodo di solitudine»
◗
LESPERTO. Paolo Crepet psicologo e psichiatra Paolo Crepet: ma non parliamo di emulazione
1 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Tre uomini si abbandonano al vuoto e dicono addio alla vita. Tre persone diverse, per età, storia, esperienze e la stessa - tragica- decisione. Tre suicidi in 4 giorni. Perché? Alla domanda, dolorosa nella sua semplicità, risponde Paolo Crepet. Lo psichiatra e psicologo invita a misurare le parole. Soprattutto se la parola in questione è emulazione. «Si parla di emulazione - spiega con chiarezza - in riferimento a persone molto simili tra loro, anche per età». E in questo caso le cose non stanno esattamente così, visto che l'uomo che si è ucciso ieri ha 51 anni (gli altri 38 e 29). «Queste - e si riferisce a quelle avvenute negli ultimi giorni in terra apuana - sono tragedie che vanno interpretate singolarmente». C'è qualcuno, però, che collega l'incidenza dei suidici a particolari periodi dell'anno, ma Crepet non spiega la cosa in relazione alla "stagionalità": «Adesso andiamo verso l'estate, il periodo della solitudine, ci sono persone che fanno progetti e persone che non possono farli e si sentono abbandonate». Così mentre qualcuno pensa alle vacanze e alle feste tra amici, c'è chi non può o non riesce a farlo. Lo psicologo non entra nel dettaglio perché i tre casi non li conosce, ma certo non li considera effetto dell'emulazione, piuttosto «una coincidenza statistica».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
