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Gli alpini parlano del lunigianese: se nè andato un altro di noi. Un ottantenne racconta
«Ho fatto il militare con lui, bei ricordi»
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Lalpino Armando Marchi 2 MINUTI DI LETTURA
FIVIZZANO. «Io ho fatto il militare con Renzo Bondi negli alpini, negli anni 1953-54, nelle zone di Vipiteno, Monguelfo. Renzo e io eravamo amici, ho dei bei ricordi», dice Armando Marchi, di Monzone, 80 anni come il commilitone che non c'è più. E quando parla di "bei ricordi", racconta anche delle divise vecchie, «dopo due mesi piene di toppe. Eravamo poveri, lassù ai confini d'Italia. Abbiamo patito il freddo, a volte 32 gradi sotto zero in Val Pusteria». Marchi da ragazzo ha fatto il cavatore a Carrara: «Avevo 12 anni e mezzo quando mio padre mi portò a Fantiscritti. Ci ho lavorato per 14 anni, poi ho avuto una ditta in Garfagnana per tanto tempo». Ma quello che si ricorda forse di più è quando partì militare negli albini: «Era il 12 gennaio 1953. Renzo poi andò in un battaglione diverso dal mio. Ci siamo frequentati anche in questi anni in Lunigiana. Lui era un gra lavoratore. Quando andavo a trovarlo gli portavo i testaroli». Arrivano altri alpini, ma non hanno un'aria "da funerale": reduci da un passato duro e faticoso che li ha temprati, sono tristi per "un altro di loro" che se n'è andato, ma ne parlano con serena saggezza. Fanno subito gruppo lungo la via che porta alla chiesa, in attesa del feretro. Fra loro è sempre forte lo spirito di squadra. Gente "tosta" come Renzo Bondi. Raccontano di lui: «Ha realizzato assieme a noi la sezione nei locali della parrocchia. Li abbiamo messi a posto noi». Una sezione che raccoglie una ottantina di alpini, su circa 300 abitanti del paese. L'ex ministro è arrivato alla chiesa stringendo fra le mani il cappello del padre: quello verde con la penna nera. C.C.
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