Italia
Troppa sabbia al Bozzetto darsena senza sbocco e decine di barche ferme
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CONSIGLIERE. Cesare Micheloni e sopra luscita dal Bozzetto E il dubbio è che il materiale possa falsare le analisi Micheloni: «Lì sono stati fatti i controlli per la bonifica»
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MASSA. "A chi troppo e a chi niente" verrebbe da commentare: a Partaccia la sabbia se ne va e a qualche centinaia di metri ce n'è persino troppa. Così tanta da bloccare il porticciolo del circolo "il Bozzetto", prima concessione demaniale nel nostro comune, a due passi dal Lavello. La sabbia impedisce alle barche (un centinaio) di prendere il largo e ha formato una bella spiaggetta dove parecchi si godono il sole. Quella sabbia arriva direttamente dal porto di Marina di Carrara. Perché quando si insabbia, parte il dragaggio, poi il materiale, dopo attente analisi che ne confermino la buona qualità, viene riversato in mare. E - almeno così è stato fino allo scorso anno - imbocca "la via" per Partaccia riconsegnando alla terra qualche metro di vantaggio sulle onde. Una bella boccata d'ossigeno per un litorale messo a dura prova dall'erosione. Ma quest'anno la sabbia ha scelto un'altra via e, se davanti alla Torre Fiat la spiaggia è un miraggio, da marzo il Bozzetto combatte con l'insabbiamento e per le 120 barche che ospita uscire in mare è un'impresa. Chi - in barba ai divieti - tenta di fare il bagno da quelle parti, si ritrova in una secca, con l'acqua alle ginocchia. Addio, quindi, alla pesca in mare aperto. Al Bozzetto una mano, fortunatamente, l'hanno data le correnti: «Hanno scavato un canaletto - spiega Colombo Vatteroni, segretario del circolo - e quando è alta marea le barche più piccole e a pescaggio ridotto riescono ad uscire». Le altre (tutte comunque imbarcazioni di pochi metri) sono costrette a rimanere all'ancora. «È da marzo - prosegue il segretario - che siamo in queste condizioni, dalle nostre parti - esemplifica - c'è una quantità industriale di sabbia, abbiamo già fatto analizzare i sedimenti, siamo in area Sin (sito di interesse nazionale) e per dragare serve l'autorizzazione del Ministero dell'ambiente. Saremo davvero felici di poter cedere tutta quella sabbia ai balneari di Partaccia». Ma senza autorizzazioni non si può fare. E non è finita perché la sabbia è davvero tanta, rimuoverla - anche se arrivasse il via libera - potrebbe costare molto e il Bozzetto è un circolo di pescatori e non certo di armatori con mega yacht. Ma soprattutto l'insabbiamento del Bozzetto riapre un capitolo importante, quello della bonifica dell'hot spot di Lavello. Perché la caratterizzazione è stata fatta proprio di fronte al porticciolo. E ora la domanda è: i prelievi sono state fatti in profondità o sulla sabbia che chiude la darsenetta, consegnata al mare dal porto e solo dopo accurate analisi, quindi in regola? A sollevare il dubbio è il consigliere della Lega Cesare Micheloni che della bonifica ha fatto un terreno di battaglia. Le conferme arriveranno dalle analisi, quelle commissionate da Palazzo ducale per la bonifica, appunto, e quelle volute invece dal Bozzetto per ottenere l'autorizzazione al dragaggio.
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