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Cermec non paga, fornitori nei guai

L’impianto ErreErre e, a destra, il Cermec
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L’impianto ErreErre e, a destra, il Cermec

Assindustria contro il concordato: un colpo di spugna su milioni di crediti

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 MASSA. Cermec al concordato preventivo? La voce circola, l'azienda, con il presidente Ugo Bosetti, smentisce, ma per l'Associazione industriali la strada è imboccata. Tanto da far insorgere le aziende edili iscritte all'associazione imprenditoriale. Che gridano al colpo di spugna dei crediti - milionari - che le aziende fornitrici vantano verso Cermec.  E accusano i soci pubblici dell'azienda che tratta i rifiuti, cioè i Comuni di Carrara e di Massa (e in misura del 5% la Provincia).  Scrive la sezione aziende edili della Confindustria apuana: «Il Cermec, che è a tutti gli effetti un'azienda pubblica, sta predisponendo la richiesta di un concordato preventivo che, di fatto, cancella con un colpo di spugna debiti per alcune decine di milioni di euro, mettendo in serie difficoltà una rete di decine di fornitori, prevalentemente piccole imprese».  Il concordato preventivo è uno strumento straordinario previsto dal nostro ordinamento per disciplinare i casi di dissesto finanziario. Ma è «quanto meno singolare», secondo Assindustria, «che a farne richiesta sia un'azienda pubblica. Le imprese che vantano crediti nei confronti del Cermec hanno eseguito lavori confidando sul fatto che è una azienda particolare che svolge un servizio per i Comuni pagato interamente dai cittadini con le cartelle dello smaltimento dei rifiuti. In condizioni normali nessun imprenditore avrebbe accettato commesse da una azienda oberata da tanti debiti come Cermec».  Se, dunque, hanno accettato il rapporto è perchè ritenevano che il rischio di insolvenza era assicurato «sia sul piano generale dei normali rapporti tra enti pubblici e fornitori, sia su quello sostanziale (ed è sufficiente non pagare le bollette dello smaltimento dei rifiuti per provare con mano come agisce il Comune nei confronti dei cittadini)».  In sostanza - dice l'associazione - «si stanno scaricando su un gruppo di imprese le conseguenze di errori grossolani compiuti dalla gestione pubblica di un servizio. Responsabilità che in tutta onestà, non sono imputabili agli attuali amministratori del Cermec».  Dunque, è «più che comprensibile lo sconcerto delle imprese di fronte ad un settore pubblico che, per i propri crediti, ai contribuenti inadempienti applica inflessibilmente penali, interessi di mora e decreti ingiuntivi, quando, per contro, lo stesso settore pubblico (e questo appunto è il caso di Cermec), sui propri debiti usa il colpo di spugna inventandosi un inedito concordato preventivo».  Non solo, la questione dei mancati pagamenti di Cermec (e anche di altri enti pubblici) genera un altro effeto perverso: «Sono sempre più frequenti i casi di aziende che vantano cospicui crediti da enti pubblici e che, proprio a causa di questi crediti insoluti non riescono a rispettare il pagamento dei contributi previdenziali e, quindi non possono prsentare il Durc (che è, appunto, la dichiarazione di regolarità contributiva necessaria per i rapporti con gli enti pubblici». Con la conseguenza che, senza Durc, non vengono pagate».  Per Assindustria, si tratta di una «storia emblematica della pervicace ostilità della pubblica amministrazione nei confronti delle attività imprenditoriali». C.F.

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