Il Tirreno

Il bilancio della cooperativa sociale più grande della Toscana: 1.300 soci, di cui 128 in provincia

Di Vittorio, un utile di 13 milioni

Giulia Stefanini
La Torre Fiat che ha ospitato ieri l’assemblea dei soci della cooperativa Di Vittorio
◗
La Torre Fiat che ha ospitato ieri l’assemblea dei soci della cooperativa Di Vittorio

Maxi crediti verso l'Asl, calano i dipendenti: meno 66 nel 2010

2 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. Nasce nel 1995 con la fusione della cooperativa Di Vittorio e del comparto sociale coop Lat di Firenze. E' presente a Massa, Carrara, Firenze, Lucca, Livorno e Siena e, con i suoi 1.300 operatori (dei quali l'82% donne) è oggi la più importante realtà della cooperazione sociale toscana. Il fatturato del 2010 è di oltre 38 milioni di euro, e il bilancio è stato chiuso con un più 13 milioni di euro. Stiamo parlando della Coop Di Vittorio che ieri mattina, alla Torre Fiat ha tenuto l'assemblea annuale di bilancio. La cooperativa in provincia di Massa Carrara conta 128 lavoratori, di cui 111 soci. Da sottolineare che la maggior parte sono donne, educatrici, oss, che erogano servizi socio-assistenziali, educativi e sanitari, gestiti direttamente o in convenzione con enti pubblici, azienda, Usl e comuni.  Per quanto riguarda l'andamento del personale, nel 2010 si è avuta una diminuzione di 66 unità, legata ad una perdita di una gara d'appalto. Da sottolineare l'aumento dei contratti a tempo indeterminato, cresciuti del 2% nello scorso anno. Mentre, per quanto riguarda la tipologia di contratti, il 58% è full time e il 42% part-time. Per quanto riguarda i rapporti con la Asl, la Di Vittorio registra un credito di qualche centinaia di migliaia di euro nei confronti dell'azienda, «anche se una piccola percentuale è stata recuperata», ha spiegato la vice presiedente Lorella Masini. «Siamo fiduciosi rispetto a questa situazione, visto che la Azienda sanitaria è stata commissariata ed è sotto controllo istituzionale e contiamo nella lenta ripresa del saldo di questo credito», ha sottolineato la Masini, che aggiunge; «Aldilà della situazione dell'Asl apuana registriamo un ritardo generale dei pagamenti da parte degli enti pubblici a cui forniamo i servizi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino