Il Tirreno

L'accusa: troppi tagli, qui mancano i medici

Nel mirino la scomparsa dell'ambulatorio per i pazienti meno gravi

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 CARRARA. Stesso leit motive: il grande caldo, in anticipo, di questi giorni. Ma meno gente, ieri pomeriggio, al Pronto soccorso. Quello che non manca è il nervosismo.  «Non gli è bastato l'arrivo dei carabinieri - dice il marito di una signora che da un'ora stanno visitando nel reparto - Quando siamo arrivati qui, intorno alle due e mezzo, a mia moglie si era gonfiato il collo, era tutto nero e aveva difficoltà a deglutire. Lo sa cosa ci hanno detto? Perchè non la porta dal vostro medico?». «Il fatto - continua - è che sono in pochi: qui l'emergenza c'è sempre».  Un'osservazione che viene suffragata dalle dichiarazioni di chi al Pronto soccorso ci lavora: in sostanza - fanno sapere dal reparto - da alcuni mesi c'è un medico in meno, quello che si occupava dei codici a priorità ridotta.  I dati parlano chiaro: fino a dicembre, accanto ai due medici del turno diurno e a quello (uno) della notte c'era l'ambulatorio dei codici bianchi e azzurri. Attivo quattro ore al mattino, quattro al pomeriggio e, infine, quattro ore di notte.  «Questo ambulatorio - dicono gli operatori - consentiva di smaltire una buona fetta degli utenti che ogni giorno, e con maggior affluenza in estate, prendono d'assalto il Pronto soccorso. Non solo, durante la notte di fatto si era in due e si poteva gestire al meglio un'eventuale emergenza».  Quell'ambulatorio e quel medico in servizio al Pronto soccorso da mesi non esistono più. «Vittima» del giro di vite, dicono gli operatori che nell'ospedale ci lavorano, imposto dall'azienda sanitaria.  Le conseguenze, dopo la tensione dei giorni scorsi, ora sono sotto gli occhi di tutti.  Nel pomeriggio di martedì i medici del Pronto soccorso hanno dovuto visitare fino a dieci pazienti all'ora. Per contratto non ne potrebbero visitare più di tre-quattro. A.V.

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