Italia
«Nessun atto ufficiale parla di porto turistico al Lavello»
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Larea fra Carrione e Lavello Amare Marina all'attacco: «Il Master Plan non è valido perché il Piano regolatore 2001 è stato bocciato»
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MARINA DI CARRARA. Dariella Piolanti, presidente di "Amare Marina", va al contrattacco contro i ripetuti interventi di coloro (gli assessori Ceccobao e Baldini, il segretario regionale del Psi Ciucchi) che «proclamano la necessità dell'ampliamento del porto commerciale e del porto turistico al Lavello, sviolinando dati e documenti politici e pianificatori di cui tuttavia non sembrano conoscere il contenuto». «Innanzitutto - ricorda - l'associazione da me presiseduta si è fatta promotrice di un percorso di partecipazione sui problemi del water-front e del porto, percorso finanziato e premiato dalla Regione toscana e che ha dato i seguenti risultati: la stragrande maggioranza dei partecipanti non vuole il porto turistico al lavello, che anzi molti sono propensi ala riconversione del porto, che il porto commerciale non va ampliato e che i water-front deve essere una riqualificazione non invasiva del lungo mare». E prosegue: «Dato che proprio il programma elettorale del loro Sindaco sbandiera ai quattro venti il tema della partecipazione, evidentemente per questi signori la partecipazione e la democrazia hanno un senso solo se dà ragione a loro. Secondariamente, il tanto sbandierato Master-Plan dei Porti della Regione Toscana, per quanto riguarda la parte dedicata a Marina di Carrara, non ha alcuna legittimità, poiché si basa sulle previsioni di sviluppo del vecchio piano regolatore, quello bocciato nel 2001, cosa che è stata anche segnalata alla Regione Toscana. Per quanto riguarda lo sviluppo ed ampliamento dei porti, poi, è lo stesso Master Plan ad affermare "per la natura di tali azioni, l'impatto prevedibile sarà sostanzialmente di segno negativo rilevante, per quanto riguarda il consumo del suolo. (...) Il master-plan produrrà nei confronti delle risorse paesaggistiche regionali effetti di natura incerta e significativa questo a causa soprattutto degli effetti negativi prodotti dai numerosi interventi per la costruzione di nuove opere necessarie alle attività portuali ad esempio possiamo citare i problemi legati all'erosione costiera». E ancora, ricorda che vi è scritto: «Strutture portuali e commerciali e miglioramento dell'accessibilità sono tutti interventi che potenziando la competitività dei porti e aumentando l'attività all'interno degli scali marittimi nonché i flussi di merci e passeggeri in entrata e d in uscita, sia via terra che via mare, possono provocare un effetto negativo nella qualità ambientale in termini di inquinamento atmosferico». Conclude la presidente Piolanti: «Nulla dicono, questi signori dei nocivi effetti sulla salute di questo cosiddetto sviluppo, e neppure si ricordano che sempre nel programma del loro sindaco nessuna menzione si fa né dell'ampliamento del porto all'esterno né del porto turistico al Lavello. Invito pertanto i suddetti a rileggere attentamente i documenti citati al fine non solo di evitare di prendere in giro la cittadinanza ma prima di tutto i loro stessi elettori. Quanto all'idea di far coesistere in una striscia di due chilometri di costa un porto commerciale, una stazione marittima, un porto turistico, la Nuova Pignone, ce solo da domandarsi come non sia ancora venuto in mente a qualcuno di progettare un bell'aeroporto sul terrapieno di viale da Verrazzano. Anche di quello abbiamo sicuro bisogno».
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