Il Tirreno

Barani: infiltrazioni mafiose nella sanità

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SANITÀ. L’area di viale Mattei dove sorgerà il nuovo Ospedale delle Apuane e sotto l’ospedale di Massa

Il parlamentare parla di «sub-appalti e grandi investimenti sospetti»

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 MASSA. Centrodestra ancora all'attacco sulla sanità. La recente scoperta di uno sbilancio ulteriore di 18 milioni di euro nei conti dell'Asl 1, che sia vanno ad aggiungere alla fantasmagorica cifra di oltre 270 milioni già accertati, dà l'occasione al Pdl per lanciare nuove accuse. Ma Lucio Barani, parlamentare del Pdl e componente della commissione parlamentare di inchiesta sugli sprechi della sanità va ancora più in là E denuncia «infiltrazioni mafiose sul territorio regionale che stanno facendo affari in sanità».  Barani parla di «aziende sanitarie private che stanno facendo investimenti da 40-50 milioni di euro, acquistando macchinari e apparecchiature altamente sofisticate»; di «alberghi che vengono costruiti in varie zone attorno alle strutture sanitarie convenzionate con l'Asl» e prosegue: «In tutte le Asl della Regione ci sono infiltrazioni di stampo criminale, che starebbero facendo grossi investimenti, da centinaia di milioni di euro, trovando in Toscana uno dei terreni più fertili del nord Italia».  Il deputato lunigianese rivela anche che agli atti della commissione parlamentare «vi sono intercettazioni telefoniche che attesterebbero questo tipo di fenomeno» e punta il dito sul sistema del project financing come cavallo di troia che consentirebbe a «questi sodalizi criminali» di ottenere guadagni illeciti. E il project financing è lo strumento scelto dalla Regione per la costruzione dei quattro nuovi ospedali a Prato, Lucca, Pistoia e Massa, uno strumento «che consente subappalti senza controlli».  Denunce gravi, quelle di Barani, che tuttavia non rivela altri particolari su questo fenomeno. Su cui, si limita ad aggiungere, «la commissione sta acquisendo informazioni». Il parlamentare lunigianese si è detto anche preoccupato per sè e la sua famiglia: «So che questa gente ti fa chiudere la bocca per sempre se vuole e temo per i miei famigliari».  Tutte queste cose, assieme a nuovi elementi raccolti sulla gestione dell'Asl, Barani e il consigliere Stefano Benedetti le hanno riferite al procuratore capo di Massa Aldo Giubilaro in un incontro che ha preceduto la conferenza stampa di ieri mattina. «Il dottor Giubilaro - si lascia andare in proposito Barani - mi ha chiesto di sintetizzare le varie situazioni emerse in relazioni distinte, per consentire agli organi inquirenti di lavorare al meglio».  Quanto ai problemi di bilancio dell'Asl, Barani ha buon gioco a irridere ai controlli della Regione: «Bisognerebbe non aprire mai i cassetti dell'Asl. Se oggi, dopo la deflagrazione dello scandalo del maxi buco, dopo indagini sofisticate, verifiche incrociate affidate a super-esperti si scoporono altri 18 milioni di fatture non registrate...».  Poi, sulla questione degli assegni senza "pezza giustificativa" intestati a persone fisiche che - secondo l'indagine della procura - potrebbero essere la prova del peculato, ossia dell'appropriazione indebita a fini privati di denaro pubblico, Barani fa un'altra rivelazione: «In commissione abbiamo potuto esaminare quegli assegni. Posso dirvi che non sono tutti firmati da Ermanno Giannetti e neanche da Antonio Delvino. Anzi, per la maggior parte risalgono al 2007 e sono firmati da altri dirigenti e direttori generali...».  Infine, una puntualizzazione sui concorsi dei «figli di». «Non ho mai detto che il Pucci che ha vinto il concorso fosse il figlio del sindaco di Massa. Lo sapevano tutti, del resto che era un'altra persona».  Replica a distanza lo stesso sindaco: «Non lo ha mai detto? Ma se è agli atti della commissione parlamentare di cui fa parte! Per questo l'ho querelato e ho ottenuto che il presidente Orlando comunicasse la mia lettera di smentita». C.F.

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