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Il circolo Giordano Bruno di Sel
dopo il servizio apparso sul Venerdì
dopo il servizio apparso sul Venerdì
«Ora basta con lo sbriciolare le nostre Apuane»
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CARRARA. «Non basta che gli industriali, le cooperative e le multinazionali paghino di più (poco di più) per cavare il marmo e distruggere le montagne. Certo è importante, importantissimo, ma non sufficiente: è indispensabile arrivare a ragionare del marmo e delle nostre montagne come elementi da proteggere e tramandare alle future generazioni»: lo sottolinea in una nota il Circolo "Giordano Bruno" di Sel, prendendo spunto per la sua analisi dal recente servizio apparso sul Venerdì di Repubblica dal titolo "Allarme Apuane: il marmo di Michelangelo nuoce alla salute". Nell'articolo si diceva delle nostre montagne: "sembrano in guerra, sotto bombardamento..."; e ancora "Vengono saccheggiate non per fare pavimenti e statue ma per fare dentifrici, mangimi, plastiche, cosmetici e prodotti farmaceutici". "Il funerale delle Alpi Apuane si celebra a Carrara, ed è uno dei maggiori (e meno noti) disastri ambientali in Europa", continuando con i danni alla salute che producono le polveri sottili che scendono a valle con i duemila camion. Secondo Sel «Il marmo deve tornare ad essere un prodotto unico al mondo per la sua bellezza e per il suo utilizzo in arte ed in costruzioni di pregio, non certo un materiale da sbriciolare e distruggere per farne polvere! Senza dimenticare un fatto importantissimo; che i pochi "oligarchi" dell'estrazione, della lavorazione, del commercio del marmo e dei "sassi" da sempre hanno condizionato la vita politica e amministrativa della nostra città, talvolta diventandone addirittura sindaci e comunque, in forma più o meno coperta, influenzandone le scelte (o non scelte) economiche di fondo, dalla viabilità ai trasporti, ai piani strutturali, al commercio marittimo e portuale, al turismo e alle aree industriali. E' ora di dire basta e iniziare a lavorare per un'altra Carrara».
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