Il presidio
«Ma le nozze coi fichi secchi non si fanno»
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Il sindaco Roberto Pucci Zubbani: forse c'è bisogno di un correttivo ai trasferimenti storici
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CARRARA. La stagione dei tagli, e dei sacrifici, non è finita per la sanità apuana. Lo hanno ribadito, al convegno della Cgil, sia la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis che l'assessore regionale Daniela Scaramuccia. Il sindaco di Massa, e presidente della conferenza dei sidnaci, Roberto Pucci, insiste sulle responsabilità politiche: «Non possiamo dire io non c'ero o se c'ero dormivo. Le colpe non sono di chi ha scoperto il buco e non possiamo fa finta di non sapere che c'è da recuperare anche sul personale, perchè qualche squilibrio c'è stato anche lì». Il presidente della Comunità Montana, Paolo Bissoli azzarda: «Sono reduce da una campagna elettorale durissima e finita male in cui il tema della sanità è stato centrale. Facciamo attenzione a dire che i posti letto in Lunigiana sono troppi». L'unico ad «alzare la voce» chiedendo un po' più di chairezza sul futuro della sanità nostrana è stato il sindaco Angelo Zubbani. «Rispetto al crack dell'Asl siamo passati dallo sbigottimento, al trauma: adesso abbiamo bisogno di essere rianimati, nessuno vuole auspicare un colpo di spugna e siamo d'accordo sul «pianificar facendo» come ripetono spesos gli urbanisti. Ma sarei curioso di sapere quali sono i fabbisogni reali, i costi della nostra sanità - ha messo in evidenza il sindaco - E capire, soprattutto, se c'è biosgno di un "correttivo" rispetto ai trasferimenti storici: del resto non possiamo pagare in eterno per il nostro deficit e le nozze con i fichi secchi non si possono fare». Più chiaro di così. Ma Zubbani è andato anche oltre. Con un messaggio altrettanto eloquente. «Mi sono un po' stufato di sentire ripetere sempre il solito ritornello, e cioè che i costi della nostra sanità sono elevati perchè abbiamo cinque ospedali - ha ribadito - Questa litania mi dà proprio fastidio e sarebbe bene sottolineare che, accanto al nuovo ospedale per acuti, c'è stato l'impegno a riorganizzare tutte le strutture già esistenti. Non dimentichiamocelo». Infien una stoccata ben precisa da Zubbani arriva anche sulla Società della salute. «Nell'intervento della responsabile del dipartimento socio-sanitario della Cgil c'è una tirata di orecchie alla mia amministrazioen proprio sulla società della salute - spiega - Una tirata di orecchie che mi sento di prendere, perchè è vero che su quel progetto non ci abbiamo lavorato notte e giorno. Siamo disposti a fare la nostra parte, ma solo di fronte alla sicurezza, documentata, che con la spocietà della salute le cose andranno meglio. E anche dicendo prima chi ci mette qualcosa e, soprattutto, quanto in termini di risorse bisognerà metterci. Su questo mi farò una bella chiacchierata con Pucci». L'assessore Scaramuccia: ripartiamo dalla qualità dei servizi. «Ripartiamo dalla qualità dei servizi sanitari, con il coinvolgimento di tutti gli operatori». Questo l'invito rivolto a amministratori e operatori della sanità dall'assessore regionale al diritto alla salute Daniela Scaramuccia. Che ha anche annunciato l'imminente apertura di un tavolo sulla questione occupazionale della Asl. «Ne abbiamo parlato in giunta con il presidente Rossi e l'assessore alle attività produttive Simoncini - ha detto la Scaramuccia - I problemi vanno affrontati con gli strumenti giusti. E la situazione difficile che si è venuta a creare a Massa è la somma di diversi problemi, ognuno dei quali va affrontato con lo strumento corretto». Agli amministratori e agli operatori della sanità, l'assessore ha chiesto più coraggio: «Dobbiamo vincere le paure del cambiamento, siamo indietro su molti percorsi». E sull'ospedale unico un importante annuncio: «Non posso dirvi ancora la data precisa, ma ci rivedremo presto, prima dell'estate, per la posa della prima pietra dell'ospedale unico» A.V.
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