Il Tirreno

Rifiuti, Provincia sotto accusa

<b>CERMEC. </b>L&#146;azienda di trasformazione dei rifiuti nella bufera
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CERMEC. L’azienda di trasformazione dei rifiuti nella bufera

Bosetti: non ci aiuta. E il Pd attacca l'Api

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 MASSA. L'emergenza rifiuti è rientrata, lo scontro politico-istituzionale no.  Parla Bosetti. Il presidente del Cermec Ugo Bosetti non ci sta a vedere indicata la "sua" azienda come responsabile della vicenda. E controbatte: «Dalla fine di aprile abbiamo più volte sollecitato la Provincia, segnalando che entro breve non avremmo più potuto portare rifiuti a Peccioli. Ma solo il 5 maggio sera Palazzo Ducale si è attivato per ottenere il conferimento di altri quantitativi. Il problema è che la Provincia non ci sostiene, non troviamo collaborazione... Angeli ci chiede un piano industriale. Noi lo stiamo preparando, ma domando: dobbiamo impostarlo comprendendo anche i rifiuti che dovrebbero arrivare dalla Lungiana o no? E perchè non fu chiesto un piano industriale quando si fece l'operazione ErreErre e neanche quando la Provincia diede via libera alla ditta Costa?»  Rsu contro Angeli. Ma anche le Rsu di Cermec (Cgil, Cisl e Uil) attaccano Palazzo Ducale. «Il presidente della Provincia - scrivono - ci invita alla "responsabilità". Ha sbagliato indirizzo. E ha dimenticato, in compagnia dell'assessore Grillotti, dei tanti anni in cui la Provincia o ha latitato o, ancor peggio, non ha impedito che Cermec venisse "svuotato": come nel caso dell'esodo dei Comuni della Lunigiana verso impianti privati».  Noi, proseguono i sindacati, «saremmo alla fine gli unici responsabili di un sistema che non funziona. Invece è del tutto evidente che sia proprio il "sistema" nel suo complesso, ad avere dimostrato la sua debolezza. Un sistema dove il ciclo industriale dei rifiuti è parcellizzato, troppo frammentato, e di ciò non possono certo essere considerati responsabili i lavoratori né i sindacati che da anni chiedono, inascoltati di creare un'azienda unica. La politica si è avviluppata su "newCo-badCo", su soluzioni ingegneristiche alla Marchionne del rifiuto che non tengono però conto che Cermec non è solo indispensabile per garantire il servizio, ma è anche il suo maggior patrimonio nei nuovi scenari dell'Ato Costa. Per garantirlo oggi c'è solo una strada: i soci deliberino la ricapitalizzazione, che in questi anni mai hanno fatto».  Pd contro Api. Ma lo scontro è anche tra partiti. È il segretario provinciale dei Democratici Cesare Leri a rispondere all'Api di Rutelli (e, in provincia, di Marco Andreani) che aveva addossato al Pd la responsabilità del dissesto di Cermec.  Un'accusa «patetica e priva di ogni fondamento», controbatte Leri, «per alcune semplici ragioni. Primo, il Pd è all'opposizione a Massa; a Carrara il sindaco non appartiene al Pd mentre vi appartiene il presidente della Provincia, che però esprime solo il 5% delle quote». Dunque, «i poteri reali degli azionisti non sono in mano a figure non del Pd». Al contrario, dovrebbe essere l'Api «che è in maggioranza, a spiegare cosa cosa ha fatto per tutelare Cermec negli ultimi tre anni fondamentali nella vita dell'azienda. E ricordiamo che Marco Andreani, da assessore provinciale all'Ambiente, si dimostrò incapace di realizzare la discarica di Cà Gaggino e pure autorizzò l'impresa Costa di Albiano al trattamento rifiuti, fatto che contribuì allo sbilancio finanziario di Cermec».

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