Il presidio
Eaton, la Regione tenta il tutto per tutto
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LA PROTESTA. Lavoratori Eaton durante una manifestazioneCompra le aree, concede la mobilità in deroga e crea una società di scouting
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MASSA. L'imprenditore - o meglio gli imprenditori - che dovranno ridare speranze agli ex operai Eaton non ci sono (o per lo meno le loro offerte non hanno il carattere dell'ufficialità). Ma la Regione conferma che nella reindustrializzazione dell'area ci crede eccome. Così non solo si prepara ad acquistare i terreni, tanto da affidare a Fidi (il soggetto per l'accesso al credito e la valorizzaione delle piccola e media impresa) il compito di aprire le porte ad una trattativa con la multinazionale. Ma va oltre: costituisce una società per la gestione immobiliare delle aree e per trovare investitori.
E - a conferma che nella reindustrializzazione ci crede davvero - in attesa di trovare investitori concede la mobilità in deroga, ammortizzatore sociale che la Toscana, fino ad ora, non aveva. Così chi si sarebbe trovato senza sostegno, alla scadenza della mobilità ordinaria, potrà contare su quella in deroga, appunto. Rimane un nodo: quali e dove sono i progetti per l'area ex Eaton? I lavoratori e i sindacati lo hanno capito: impensabile ipotizzare che un solo imprenditore possa riassorbire tutti gli operai.
Ma quello che preoccupava di più erano le sorti dei terreni, ancora di proprietà della Eaton. Adesso, su quel fronte, arriva la rassicurazione da Firenze. Una buona notizia uscita dall'incontro di ieri a Firenze con l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini e il sindaco Pucci. E non l'unica: perché la Regione ha deciso la costituzione di una socieà di scopo, un soggetto (partecipato anche da Fidi) che si occuperà della gestione immobiliare delle aree e quindi della reindustrializzazione. E non lo farà soltanto per la Eaton, ma per tutte le realtà in cui la crisi produttiva ha lasciato il segno. «Un soggetto simile - spiega Pucci - esiste già in Piemonte, adesso sarà operativo anche in Toscana».
E sulla trattativa per l'acquisto delle arre, il primo cittadino aggiunge:«Il costo è di circa 8,5 milioni di euro,da pagare in 10 anni, ma le modalità dell'acquisto saranno oggetto di trattativa». Un risultato importante per Alessio Castelli (segretario provinciale Fiom) che parla di «concretizzazione di un percorso». E la reindustrializzazione? «Durante l'incontro a Firenze - spiega il sindacalista - si è parlato di 15 progetti, alcuni di piccole imprese del settore metalmeccanico e della green economy.
E - questo è un aspetto positivo - nessuna delocalizzazione, ma nuovi insedimenti. Probabilmente più soggetti dovranno essere coinvolti e la selezione dovrà essere fatta a seguito di un'attenta valutazione». Rimane aperta anche l'ipotesi Pignone: «A questo proposito - chiarisce l'assessore Simoncini - abbiamo incontrato i vertici dell'azienda che si sono impegnati all'utilizzazione, per le imprese dell'indotto, di lavoratori di aziende in crisi, tra cui quelli della Eaton». C.S.
E - a conferma che nella reindustrializzazione ci crede davvero - in attesa di trovare investitori concede la mobilità in deroga, ammortizzatore sociale che la Toscana, fino ad ora, non aveva. Così chi si sarebbe trovato senza sostegno, alla scadenza della mobilità ordinaria, potrà contare su quella in deroga, appunto. Rimane un nodo: quali e dove sono i progetti per l'area ex Eaton? I lavoratori e i sindacati lo hanno capito: impensabile ipotizzare che un solo imprenditore possa riassorbire tutti gli operai.
Ma quello che preoccupava di più erano le sorti dei terreni, ancora di proprietà della Eaton. Adesso, su quel fronte, arriva la rassicurazione da Firenze. Una buona notizia uscita dall'incontro di ieri a Firenze con l'assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini e il sindaco Pucci. E non l'unica: perché la Regione ha deciso la costituzione di una socieà di scopo, un soggetto (partecipato anche da Fidi) che si occuperà della gestione immobiliare delle aree e quindi della reindustrializzazione. E non lo farà soltanto per la Eaton, ma per tutte le realtà in cui la crisi produttiva ha lasciato il segno. «Un soggetto simile - spiega Pucci - esiste già in Piemonte, adesso sarà operativo anche in Toscana».
E sulla trattativa per l'acquisto delle arre, il primo cittadino aggiunge:«Il costo è di circa 8,5 milioni di euro,da pagare in 10 anni, ma le modalità dell'acquisto saranno oggetto di trattativa». Un risultato importante per Alessio Castelli (segretario provinciale Fiom) che parla di «concretizzazione di un percorso». E la reindustrializzazione? «Durante l'incontro a Firenze - spiega il sindacalista - si è parlato di 15 progetti, alcuni di piccole imprese del settore metalmeccanico e della green economy.
E - questo è un aspetto positivo - nessuna delocalizzazione, ma nuovi insedimenti. Probabilmente più soggetti dovranno essere coinvolti e la selezione dovrà essere fatta a seguito di un'attenta valutazione». Rimane aperta anche l'ipotesi Pignone: «A questo proposito - chiarisce l'assessore Simoncini - abbiamo incontrato i vertici dell'azienda che si sono impegnati all'utilizzazione, per le imprese dell'indotto, di lavoratori di aziende in crisi, tra cui quelli della Eaton». C.S.
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