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«Il promotore non agiva per nostro conto»
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Il giudice Cosimo Maria Ferri Parla un direttore di banca: ai clienti moduli contraffatti
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CARRARA. «Quel promotore finanziario non aveva il mandato dalla nostra banca. E i moduli che ha dato ai suoi clienti, di compra-vendita di titoli, erano stati contraffatti. Quando ci accorgemmo di cosa stava succedendo avevamo già inziato a cacciarlo via dal nostro istituto». Parla Paolo Frediani, il direttore del banco di San Giorgio, o meglio colui che lo era lo era all'epoca dei fatti (dal 2001 al 2004). Lo"scandalo" scoppiò nel 2005 ma per vicende avvenute inprecedenza. Così entra nel vivo il processo per truffa e falsificazione di documenti che vede sotto accusa un promotore finanziario, Bernardo Gatti e un ex direttroe di banca (prima del Banco di San Giorgio poi della Cassa di risparmio di San Miniato), Roberto Manfredi. Al centro della vicenda, per la quale c'è stata ieri un'udienza fiume davanti al giudice Cosimo Maria Ferri, una truffa da 2 milioni e 600mila euro. Un giro di soldi, per la compra vendita di titoli bancari che, nel 2005, è come sparito nel nulla. E non è stato mai ritorvato. Lo sanno bene le parti civili, le persone che hanno sporto denuncia: ventiquattro clienti facoltosi che - stando a quanto emerso durante le indagini - si fidavano così tanto del promotore finanziario finito sott'accusa, da affidargli cifre sostanziose. E il professionista, a sua volta, portava lavoro e guadagno alle banche presso cui gestiva i flussi di denaro. In particolare al direttore del Banco di San Giorgio, poi trasferito alla Cassa di Risparmio di San Miniato, finito sotto processo. Secondo l'accusa parte di quelle operazioni brillanti effettuate per conto dei clienti erano fatte solo sulla carta. E quindi ai correntisti, nel corso degli anni, erano stati sì corrisposti interessi alti, ma nel frattempo il patrimonio sottostante si era volatilizzato. Il castello è crollato a ottobre del 2005. Il processo si è aperto mesi fa davanti al giudice Ferri e ieri ha toccato uno degli aspetti più delicati della questione: la banche erano a conoscenza di quanto faceva il promotore finanziario? Su questo si sono concetrate le domande del pubblico ministero. L'ex direttore della San Giorgio (ora responsabile Coperet della stessa banca) ha cercato di chiarire. «Gatti veniva abbastanza spesso in banca, curava la concessione di mutui per delega di due aziende, e faceva anche da consulente a una di queste - ha spiegato il direttore - Mi presentò anche alcuni clienti che volevano aprire il conto corrente. Era un tipo che dava confidenza a tutti, ma non aveva rapporti specifici e particolari con nessuno della nostra agenzia». «Vi davate del tu?» Ha chiesto il pm. «Si, ma non aveva atteggiamenti di eccessiva confindenza o anomali all'intenro della filiale. Dei moduli, ad esmepio, prendeva quelli a disposizione di tutti, sui banchi. Non quelli numerati per cui viene fatta una verifica trimestrale».
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