È morto Vieri Rosati l'industriale che portò la Massese in serie B
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I tifosi in campo per festeggiare la promozione in serie B della Massese targata Vieri Rosati Dal ferro al marmo: negli anni Settanta era l'uomo più potente e ricco della città, poi il tracollo
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MASSA. Quando suo padre, più di ottant'anni fa, si trasferì da Prato a Massa, vendeva stoffe. Sotto la Foce lo battezzarono subito «Cencio» e quel soprannome gli è riamsto appiccicato addosso anche a lui, Vieri Serafino Rosati. Uno dei protagonisti della recente storia di Massa, scomparso ieri a 81 anni a seguito di una lunga malattia. Dalla fine degli anni Sessanta, fino alla metà degli Ottanta, Vieri Serafino Rosati, ma per tutti solo Vieri, è stato uno degli industriali di punta del territorio apuano. Aveva un'azienda di ferro, ma anche cave di marmo, una segheria e tante altre attività. All'epoca era uno degli uomini più ricchi e importanti non solo di Massa, ma di tutta la provincia. Lo chiamavano «re del ferro» o «Vieri dei miracoli»: fu lui a portare in serie B la Massese, nel campionato del 1969-70. Un'impresa epocale destinata a rimanere per sempre nel cuore dei tifosi. E che scrisse il suo nome, per sempre, nella storia della città. Ma il rapporto a doppio filo fra Vieri Rosati e la fortuna si interruppe, bruscamente, nella prima metà degli anni Ottanta. Nel 1985, quella che doveva essere la commessa «del secolo», la costruzione di una strada in Arabia Saudita, segnò, invece il tracollo del suo impero. Quel lavoro, con cui Rosati doveva «fare il botto» ed approdare fuori dai confini provinciali, nella grande industria mondiale, non si concretizzò mai. Un brutto colpo, che gli costò parecchio. Così per «il re del ferro» inziarono i tempi bui. Da allora la vita non è stata più in discesa per Rosati. Alle difficoltà economiche, dodici anni fa, si aggiunse il più grande dolore. La perdita del figlio Gennaro, morto sul lavoro in una segheria di marmo a Pietrasanta. Aveva 44 anni. Un lutto che quell'uomo, che per un lungo periodo era stato il «re di Massa» non è riuscito mai a superare. Per lui da tempo erano finiti gli onori delle cronache, i grandi affari, l'amore per lo sport e l'affetto dei tifosi. Vieri Serafino Rosati è morto ieri, dopo una lunga malattia. Lascia la figlia Ornella, le nipoti, il nipote e due sorelle. I funerali si svolgeranno oggi alle 15 e 30 con partenza dall'obitorio di Massa. Il rito funebre sarà officiato nella chiesa della Madonna del Monte. A.V.
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