Il presidio
Il parroco al gip: «Mai fatto quello di cui mi accusano»
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LO STRISCIONE. Cartello affisso in canonica per solidarietà al parroco 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Per lui i volti delle due ragazzine, impressi sulla carta fotografica, non sono noti. Don Giuseppe Peretti, il parroco 81enne di Turano, vede le fotografie e non riconosce le ragazze che lo accusano. «Il prete - spiega il suo avvocato Giacomo Bugliani - non può escludere che quelle giovani siano venute in canonica per chiedere l'elemosina, ma non riconosce le facce. Visivamente - esemplifica - non gli dicono nulla». Ma per Don Peretti - e per la difesa - non è importante riconoscerle perchè il sacerdote è certo: «Non ho mai fatto - a parlare per lui è l'avvocato - o pensato quello di cui sono accusato». E la sua estraneità ai fatti l'ha ribadita ieri mattina durante l'interrogatorio di garanzia a Genova. L'inchiesta, infatti, è passata nelle mani della Procura distrettuale, competente per il reato di sfruttamento della prostituzione minorile. Interrogatorio di garanzia. Silvia Carpanini, giudice per le indagini preliminari, non ha rivolto molte domande al parroco, ha preferito che fosse lui a raccontare la sua versione dei fatti. Il sacerdote non solo ha spiegato di non aver mai commesso gli atti di cui è accusato, ma ha ripercorso la sua vita. Ha riferito della sua esperienza di insegnante all'istituto magistrale e in carcere, sempre a contatto con i giovani. «E senza aver mai avuto problemi, mai un'ombra» rafforza l'avvocato Giacomo Bugliani. Non solo, il legale ribadisce:«Le due minorenni non hanno mai fatto il nome di Don Peretti, identificato per ricostruzione». Le ragazze confermano le accuse. Le due minorenni romene, però, rimangono sulle loro posizioni. Hanno ricostruito i fatti davanti a Sabrina Monteverde, pubblico ministero della Procura di Genova. Avrebbero, in particolare, riconosciuto le foto dei tre, finiti agli arresti domiciliari (oltre al parroco anche un magrebino e il gelataio Guerrino Della Bona). Avrebbero raccontato di rapporti sessuali consumati con il gelataio e il nordafricano e di più episodi di palpeggiamento da parte del parroco da cui avrebbero ricevuto piccole somme di denaro. Versioni inconciliabili. Ma l'avvocato Giacomo Bugliani assicura che il sacerdote, durante l'interrogatorio, è stato «sicuro e deciso» nel sostenere la sua estraneità ai fatti. Nei prossimi giorni il legale chiederà di revocare la misura cautelare degli arresti domiciliari. Gli altri interrogatori. Sentiti dal gip ieri mattina anche gli altri indagati nell'inchiesa della Procura di Genova. Il giudice per le indagini preliminari Silvia Carpanini ha ascoltato Guerrino Della Bona. Abbiamo cercato di contattare Franco Perfetti, suo legale, ma non siamo riusciti a rintracciarlo. L'interrogatorio del magrebino, invece, si è tenuto per rogatoria (ossia su richiesta della Procura competente) a Massa. Chiara Sillicani
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