Il Tirreno

Sequestrate le chitarre alla band che suona rock Al Flush stop alla musica

Il giudice Ermanno De Mattia
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Il giudice Ermanno De Mattia

Blitz della polizia dopo le proteste dei vicini: il circolo resta aperto ma può somministrare solo cibi e bevande

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 MASSA. La polizia è entrata nel circolo Flush e ha interrotto lo spettacolo del gruppo musicale che si stava esibendo. Sequestrando non solo gli strumenti, ma anche l'impianto di amplificazione. Erano le 23 di venerdì sera. In mano gli agenti avevano il provvedimento del gip De Mattia che diceva che in quel locale non si poteva fare musica, a nessuna ora del giorno e - soprattutto della notte - perché non aveva i permessi. L'unica cosa che il Flush poteva (e può continuare) fare è somministrare bevande e cibi.  Il sostituto procuratore Federico Manotti aveva chiesto il sequestro del circolo, ma il giudice ha deciso che l'urgenza era quella di bloccare la musica e visto che la licenza per cibi e bevande era regolare ha stoppato la musica. E stoppato è proprio il termine esatto, visto che venerdì sera gli agenti sono arrivati e si sono portati via le chitarre, il basso e i microfoni della band che si stava esibendo. Nonostante il complesso non c'entrasse nulla con la storia degli schiamazzi.  Serata rovinata, ma non solo. Quando la polizia è andata via, i clienti del locale se la sono presa con i condomini che da mesi presentavano denunce su denunce perché i rumori non li facevano dormire. Ed è partito un fitto lancio di uova verso finestre, balconi e terrazze dei palazzi circostanti. Tanto che è dovuta tornare la pattuglia per riportare la calma. I titolari del Flush, probabilmente, presenteranno ricorso. Ma intanto in via San Pietro regna il silenzio.

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