Arte per il Giappone, è limprenditore Paolo Borghini il king maker
Vangi, Guadagnucci... venduti Un successo l'asta benefica
Claudio Figaia
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LA MOSTRA. Lopera di Guadagnucci venduta a 10 mila euro e il disegno di Vangi 8mila euro 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Vangi, aggiudicato; Guadagnucci, aggiudicato; Yasuda, aggiudicato. Si è chiusa ieri - con successo va subito detto - e con un'asta d'eccezione, la mostra "Il Cuore per la vita in Giappone", promossa dall'associazione culturale "Ars Sculptoris" con il patrocinio del Comune. Obiettivo della mostra, allestita al museo di Arti plastiche nell'ex convento di San Francesco, era la raccolta di fondi per aiutare il Giappone colpito dal terribile terremoto del mese scorso. E l'obiettivo è stato pienamente raggiunto: subito nei primi giorni sono state vendute 29 opere delle 83 opere in mostra; decine di altre - il consuntivo è in corso - sono state vendute nei giorni successivi e nell'asta conclusiva di ieri, condotta dall'ex segretario generale di palazzo civico, nonchè appassionato d'arte Lino Buselli, impeccabile battitore in un lungo pomeriggio tra tele e sculture. È la testimonianza del grande cuore della città e della vicinanza dei carraresi alla piccola ma vitale comunità giapponese, in buona parte formata da scultori, che vive sotto le Apuane. L'incasso totale (ancora da quantificare) verrà devoluto alla Croce Rossa giapponese. Ma l'iniziativa ha raggiunto almeno altri due obiettivi collaterali. Intanto, ha avvicinato la città a questo museo di Arti plastiche di San Francesco, di cui pochi avevano prima varcato la soglia, attestando che ci sono a Carrara una voglia di fare cultura e un'interesse verso l'arte che attendono solo di essere adeguatamente soddisfatti. E proprio San Francesco, con le sua ampie sale, i corridoi luminosi, le luci "giuste" appare il luogo ideale per sviluppare una vera politica culturale cittadina. In altre parole: perchè non utilizzarlo di più? Poi, l'iniziativa ha mostrato che esiste un grande giacimento di opere d'arte diffuso in città - moltissimi degli artisti che hanno partecipato alla mostra gravitano nella zona apuana - e che occasioni come questa (aldilà del tragico contesto del terremoto) possono contribuire a farlo emergere e a renderlo visibile. Ma torniamo alla giornata dell'asta. Le opere rimaste invendute, circa 60, sono state messe all'incanto con un ribasso del prezzo iniziale fra il 20% e il 50% a pezzo. Il pubblico - addetti ai lavori, artisti, imprenditori, professionisti, tanti giovani - ha seguito, apprezzato, in qualche caso acquistato. Opere di valore contenuto, perlopiù, comunque interessanti e offerte a un prezzo - lo hanno detto diversi esperti - molto più vantaggioso rispetto a quello "di mercato". I veri affari, però, sono stati fatti fuori asta. Quando sono stati venduti la piccola preziosa scultura di Gigi Guadagnucci (10mila euro), il disegno a matita di Giuliano Vangi (8mila euro), una scultura di Ken Yasuda, un'altra di Silvio Santini. Ad acquistare le opere, alcuni imprenditori e professionisti, tra cui Paolo Borghini, industriale del marmo: è lui il vero mecenate di questa mostra, con acquisizioni valutabili sopra i 30mila euro. La vendita di questi pezzi realizzati da alcuni dei più grandi artisti contemporanei legati al marmo e alle Apuane vanno ad aggiungersi a quelli venduti nei giorni precedenti, tra cui la litografia di Igor Mitoraj, i bozzetti della cinese Cynthia Sah, una scultura del francese Nicolas Bertoux. Al termine della lunga asta, un concerto del chitarrista Nicola Toscano, seguito da un numeroso pubblico e applaudito a lungo. Stanca ma soddisfatta, Maki Nakamura, organizzatrice dell'asta, quasi commossa dalla risposta della città a questa manifestazione. Soddisfatta anche l'assessore alla Cultura Giovanna Bernardini, che a inizio asta ha ricordato il valore di questa mostra in termiin di solidarietà verso il Giappone, un paese, ha detto, che ha voglia di risorgere e «che sta mostrando un coraggio e un'energia che anche altri dovrebbero avere». Nei prossimi giorni ci sarà il bilancio ufficiale dell'iniziativa e, forse un bis. A Pietrasanta. Perchè in questo piccolo miracolo de «Il Cuuore per il Giappone» è successo anche che molti artisti sono rimasti fuori per ragioni di tempo, logistiche e organizzative.
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