Il Tirreno

Lo chiedono le associazioni Sunia e Apu

«No alla demolizione delle case popolari di Caina: ristrutturiamo»

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 CARRARA. «No alla demolizione di Caina». L'appello è del Sunia e dell'Apu che chiedono alle autorità di rivedere la scelta politica di abbattere (data prevista il 7 maggio) i palazzi di Caina. «Ovviamente - scrivono le associaizoni in una lettera aperta inviata al sindaco Zubbani e, fra gli altri, al presidente della giunta regionale toscana - nel caso in cui l'abbattimento non fosse certificato da perizie tecniche ed analitiche delle strutture dichiarate pericolanti ed instabili». «Se le strutture portanti risultassero idonee - continuano nella loro lettera aperta Sunia e Apu - la ristrutturazione permetterebbe di riavere con con piccoli accorgimenti altri 44 alloggi (con standard abitativi previsti dalla legge regionale 96/96). Ma, soprattutto, consentirebbe un risparmio economico di almeno due milioni di euro e, eviterebbe il disagio dell'evacuzione al momento dell'abbattimento». Un vero e proprio appello quello lanciato da Sunia e Apu: «Nella speranza - concludono così la loro nota - che politicamente e amministrativamente si faccia una seria riflessione ed un cambiamento di rotta».

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