Il Pil torna a crescere, il lavoro no
Claudio Figaia
Tira l'export, grazie a Pignone e marmo. Ma l'occupazione scende ancora
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MASSA. Punto primo: il 2010 è stato un anno di ripresa anche per la provincia di Massa Carrara. Punto secondo: la ripresa è in realtà una ripresina, solo nel 2014 il prodotto interno lordo del nostro territorio tornerà ai livelli del 2007. Punto terzo: l'occupazione nell'anno della ripresina è ancora scesa, del 2,1%. E nei prossimi anni crescerà a ritmi più lenti di quelli del Pil. Il rapporto Irpet illustrato ieri a Palazzo Ducale, sintetizza così le dinamiche dell'economia apuana. Un quadro con poche luci e molte ombre, quello tratteggiato da Paolo Baldini, assessore alle Attività produttive in Provincia e da Stefano Casini Benvenuti, direttore in pectore dell'Istituto di ricerche economiche della Regione Toscana. La crisi, ha spiegato Casini, ha interrotto una performance di crescita dell'economia apuana che è stata a inizio millennio tra le più dinamiche del paese (anche se non tutti se ne sono accorti). Una crescita, in verità, non omogenea e «piuttosto stentata», l'ha definita il ricercatore, tanto che gli effetti della grande crisi del 2008-2009, sono stati qui forse meno pesanti rispetto al resto della Toscana, proprio perchè il territorio apuano partiva da una situazione di debolezza maggiore. Altro elemento significativo degli analisti Irpet è che è andato in crisi il settore industriale-manifatturiero come conseguenza della crisi globale (i casi tipici sono la flessione nel settore della nautica e dei traffici del porto), ma ci sono state anche crisi - è il caso della chiusura di Eaton e della vertenza Nca - che poco hanno a che fare con la congiuntura internazionale. Detto questo, il problema è ora «Come uscire dalla crisi e tornare a crescere», che era poi il titolo del convegno di ieri. La partecipazione al dibattito di due giovani imprenditori - Sergio Greco della Sartoria Toscana e Barbara Maffei dell'azienda di agriturismo Borgo Antico di Apella - che hanno avviato iniziaitve di successo e di Filippo Nardi, amministratore delegato di Porto Spa (azienda che resta centrale nell'economia del territorio) - ha dato un messaggio positivo. Quello che il territorio "può farcela", «puntando - ha detto Baldini - sulle sue risorse: il marmo, il mare l'entroterra lunigianese, la piattaforma logistica che ha come fulcro proprio il porto. E magari smettendo di autorappresentarsi al peggio e cercando di proiettare all'esterno un'immagine più positiva». La crescita dei prossimi anni - che non sarà certo impetuosa: l'aumento di valore aggiunto annuo è stimato tra l'1 e l'1,2% - sarà comunque generata principalmente dalle esportazioni (in tema, Irpet ha evidenziato come Nuovo Pignone valga da solo il 60-70% dell'export apuano) e dalla ripresa del manifatturiero, ha detto Casini Benvenuti, e per questo occorrerà «recuperare competitività». Anche perchè, questo è un altro aspetto rilevante messo in luce da Irpet, già nel 2010 hanno cominciato ad evidenziarsi le riduzioni di spesa delle pubbliche amministrazioni, che cosituiscono una parte importante dell'economia locale. Tutto questo, va detto, non porterà a un aumento, se non ridottissimo, della domanda di lavoro che, secondo Irpet, tornerà a crescere solo nel 2012 e a un tasso dello 0,5%. Ovvero: ecco chi paga i costi della crisi.
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