Il Tirreno

Il dato incoraggiante viene fornito
dall’Ambito territoriale di caccia Ms 13

Cinghiali, calano i danni causati alle coltivazioni

2 MINUTI DI LETTURA





 PONTREMOLI. Calano i danni provocati dagli ungulati alle culture (e agli agricoltori) in Lunigiana: -31% rispetto al 2009. Ma diminuiscono, da 22mila a 18mila, anche le spese per i gettoni di presenza ai consigliere del comitato con un risparmio del 20%, mentre sono aumentati gli investimenti per l'immissione della selvaggina nei territori di caccia: circa 118mila euro.  Approvato dal Comitato di gestione dell'Ambito territoriale di caccia 13 della Provincia il bilancio consuntivo 2010 che ha evidenziato, insieme a una gestione oculata, calibrata e lungimirante, il forte impatto sul territorio di competenza. «Il dato sulla selvaggina è significativo - spiega Valerio Poi, presidente del Comitato di gestione - siamo andati ben oltre quelli che erano i parametri immettendo il 12% in più di selvaggina rispetto al 30% dei proventi delle quote dei cacciatori per il quale la legge prevede la soglia minima di investimento. Sono diminuiti anche i danni alle colture, segno che le attività di prelevamento stanno funzionando».  E proprio i danni alle colture hanno rappresentato, nel recente passato, un motivo di attrito tra cacciatori e agricoltori. «I prelevamenti di cinghiali, oltre 3300, hanno rispettato le aspettative, mentre per i caprioli, circa 300, siamo al di sotto delle previsioni; due delle specie maggiormente imputate di provocare danni alle produzioni agricole. Su questo fronte abbiamo fatto un sensibile passo avanti nell'ottica della tutela del patrimonio agricolo. Non dobbiamo abbassare la guardia e tenere sotto controllo la popolazione cacciabile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani