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Il consiglio vota la proposta Udc
«Una nuova legge elettorale toscana»
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Andrea Giusti 2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «L'approvazione dell'ordine del giorno presentato dall'Udc in consiglio comunale (tutti voti favorevoli con 3 astensioni del Pdl: Caruso, Benedetti, Quieti, mentre Alessandro Amorese ha votato a favore) in cui si chiede al consiglio regionale di reintrodurre le preferenze nella legge elettorale Toscana è un grande fatto politico che potrebbe riaprire il dibattito sul tema, portando all'esame della commissione regionale affari istituzionali le varie proposte di modifica della legge regionale stessa». Lo scrive il consigliere comunale Andrea Giusti, dell'Udc. «Nel 2005, quando la legge è stata approvata, è stata osannata da chi l'ha proposta, Pd e Pdl in primis, e duramente criticata da altre forze politiche, Udc e Rifondazione, che si sono opposte fin da subito, anche attraverso la raccolta delle firme per arrivare all'abrogazione con referendum - continua Giusti -. Questa legge elettorale è stata approvata a partire dal presupposto che i partiti sarebbero stati in grado di formare la nuova classe politica rinnovandosi internamente e l'assenza delle preferenze avrebbe ridotto i costi elettorali garantendo una maggiore accessibilità e democrazia. In realtà tale legge ha mostrato presto le vere ragioni per cui è stata introdotta: l'auto conservazione della classe politica attraverso il listino bloccato». E Giusti conclude: «Ma il risultato più grave, riconosciuto oggi da tutte le forze politiche, è stato quello di aumentare il distacco tra la gente e la politica, poiché il cittadino è stato privato della possibilità di incidere nella selezione della classe dirigente. Si è sostituito al rapporto di rappresentanza tra l'eletto e l'elettore, un rapporto fiduciario personalistico tra il partito e colui che è nominato».
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