Il Tirreno

La testimonianza del chirurgo vascolare

Coltellata al coinquilino «È vivo per un caso fortuito»

Il presidente del collegio Maria Cristina Failla
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Il presidente del collegio Maria Cristina Failla

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 MASSA. Ci vorrà ancora un'udienza, fissata per l'undici maggio, per sapere se Nicola Costa verrà condannato o meno per tentato omicidio. L'uomo è finito alla sbarra perché ha tirato una coltellata a un rumeno che abitava con lui: Sebastian Sandu. Ier5i è stato sentito il chirurgo vascolare dell'ospedale di Carrara che lo ha avuto in cura dopo il ferimento. Il dottore ha detto che il taglio era profondo tre centimertie che Sandu non è mai stato veramente in pericolo di vita. «Anche se è stato un vero miracolo che non sia morto».  Prima delle arringhe di accusa (alessandra Conforti) e difesa il presidente del collegio che emetterà la sentenza (Maria Cristina Failla) ha chiesto di vedere i vestiti della vittima e soprattutto il coltello usato da Costa per colpire il suo coinquilino. Poi verrà ascoltato il medico del pronto soccorso che ha prestato le prime cure a Sandu.  Costa ha sempre detto di aver preso il coltello per diferndersi dal rumeno che lo aveva afferrato per il collo e lo stava strangolando. «Ho afferrato la prima cosa che ho trovato e poi mi sono voltato di scatto, colpendolo alla gola. Non voleva uccidere, però».

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di Redazione web