Il presidio
La Provincia blocca il troppo cemento del piano strutturale, ora tocca alla Regione
Bocciate le ville a Ronchi-Poveromo e gli appartamenti alle ex colonie
Corrado Benzio
◗
La Torre Fiat a Marina di Massa3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «Pertanto a giudizio della struttura tecnica, essa presenta profili di incompatibilità con la disciplina dello strumento di pianificazione territoriale provinciale». Sono solo venti parole, ma cassano uno dei punti fondamentali del piano strutturale approvato il 9 dicembre 2010 da Massa, ovvero le previsioni per la zona delle ex colonie a Marina e Partaccia. Sono solo 20 le parole che chiudono il parere dei tecnici della Provincia sulla compatibilità fra il Ptc, ovvero il piano territoriale di coordinamento della Provincia e quello comunale approvato dalla giunta Pucci e di cui la stessa amministrazione ha fatto giusto vanto, visto che Fabrizio Neri aveva passato cinque anni in municipio senza arrivare all'approvazione. Ma cosa dice la Provincia? Di fatto, riguardo alle ex colonie di Partaccia e Marina di Massa, spiega una cosa molto semplice: che non rientra nel piano provinciale la possibilità di trasformare il 25% delle ex colonie in appartamenti (ovvero nel residenziale). Una notizia che è dirompente per Massa. Perchè la volumetria residenziale in quella zona strategica del lungomare è la «polpa» edilizia di tutto il piano regolatore approvato dalla giunta Pucci. Una notizia dirompente anche per l'economia massese tout court. Sulle colonie ci sono puntati gli occhi dei più grandi imprenditori della Provincia, a partire da Enrico Bogazzi che ha la maggioranza delle quote della Turimar, per proseguire con la cooperativa emiliana che comprò a suo tempo la torre Fiat dalla azienda torinese nei momenti neri che seguirono la morte dei due fratelli Agnelli. Ma le colonie sono in mano anche ad enti ecclesisatici. Insomma un ritratto perfetto dell'Italia che conta: imprenditori privati, la manomorta eccelesiastica e le cooperative rosse. A tutte queste il 25 per cento di residenziale deciso da Pucci in prima persona era manna dal cielo. Non solo nel caso volessero costruire appartamenti, ma anche nel semplice caso di cessione. Una vendita con in tasca un quarto di volumetria a case private significa moltiplicare il valore dell'immobile, anche se ridotto a rudere. La relazione dei tecnici della Provincia è sul tavolo del presidente della Provincia Osvaldo Angeli. Dovrebbe andare in giunta ed essere approvata entro la settimana (ma forse già domani). Poi la settimana prossima toccherà alla Regione intervenire e ratificare la decisione di Palazzo Ducale. Perchè il piano territoriale di coordinamento, essendo provinciale, sovrintende a tutti i piani comunali: ovvero non ci può essere incompatibilità. Soprattutto se si tratta di volumetrie. Il presidente della Provincia Angeli, da noi interpellato, ci tiene a sottolineare che «non si tratta di una bocciatura politica». C'è la paura, in alcuni esponenti del Pd, che questo no al piano strutturale targato Pucci possa aumentare la tensione fra i pucciani e il rigoniani. Il livello di scontro è già elevato e qui si arriva - con la vicenda ex colonie - ma non solo quella, allo scontro finale. Una sorta di armageddon fra i due centri di potere. Naturalmente Pucci sa di cosa si tratta, perchè la settimana scorsa l'assessore regionale Marson è stata in Provincia per una lunga riunione che aveva al centro proprio questa doppia bocciatura. Perchè la Provincia non boccia solo il piano quando si parla di ex colonie. Ma boccia anche la nuova edificazione prevista per la zona di Ronchi e Poveromo (non si parla, si badi bene, di Riva dei Ronchi). Qui la Provincia denuncia che il Comune indicava una previsione di cemento che è 2 volte e mezzo quella prevista dal vecchio piano regolatore. Insomma se la relazione dei tecnici non contiene errori, un'altra bomba politica ma stavolta all'interno della maggioranza. Parlando di Ronchi e Poveromo, per i tecnici della Provincia quell'aumento di volumetrie «pare non garantire la tutela delle caratteristiche dell'ambito territoriale e la peculiarietà delle risorse interessate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
